Mese: Giugno 2015

Premetto che, o per costituzione, o per metabolismo, o perché sono golosa, o perché la mia tiroide mi ha abbandonato anni fa o perché ho smesso di fumare o per tutti questi motivi,  è tutta la vita che lotto contro i chili di troppo, l’argomento pertanto è uno di quelli che ha accompagnato tutti i miei pasti.

Quello che vi dirò è ovviamente il mio parere e non un parere medico, ma ho visto abbastanza dietologi e nutrizionisti per essermi fatta una idea di quello che è bene o è male sull’argomento.
Sono innanzitutto contraria alle diete “fai da te” e a quelle diete che leggiamo sui giornali e che promettono in pochissimo tempo dimagrimenti da paura.
Solo i dimagrimenti costanti possono dare risultati duraturi nel tempo. Le varie diete del minestrone, iperproteiche, beveroni vari non possono sostituire l’alimentazione quotidiana, ma possono servire – se seguite per un tempo brevissimo – a perdere un paio di chili giusto per superare la fatidica “prova costume” quella che io da anni ho archiviato.
Ma se i chili da perdere sono tanti dovrete per forza farvi assistere da un professionista che vi controlli ad intervalli periodici (nulla come lo spauracchio di un controllo sulla bilancia convince a seguire la dieta…)
Muovere il metabolismo con una dieta diversa può essere salutare così come adottare un regime alimentare da seguire con costanza nel tempo.
Il rischio di fare diete varie una dietro l’altra rischia il cosiddetto effetto “jo-jo” quello in cui, come un elastico, dimagrite e ingrassate continuamente e il vostro corpo ogni volta fa più resistenza alla perdita di chili.
E mai dimenticare che le calorie si abbattono anche con il movimento, non eccessivo ma costante.
Un regime alimentare che si rispetti deve seguire alcune regole imprescindibili, quali ad esempio mescolare nello stesso pasto proteine, carboidrati, grassi nelle giuste proporzioni.
A seguito di alcune intolleranze mi sto sottoponendo ad un regime alimentare che prevede la elminazione per alcuni mesi di diversi alimenti, con successiva reintroduzione graduale.
La dieta che io faccio non è una dieta che tutti possono fare in modo identico perché ognuno avrà problemi diversi e diverse patologie da fronteggiare.
Il modo in cui certe intolleranze vengono ricercate vi confesso che sono – a mio esclusivo parere – un po’ empiriche, ma vero è che la abolizione di parecchie sostanze potenzialmente allergeniche non potrà che far bene e depurare l’organismo.
Alimenti eliminati 

Il frumento e ovviamente tutto ciò che lo contiene pane e pasta compresi
Il lievito (addio pizza) 
I latticini
La carne rossa e quella di maiale compresi i derivati (esclusi pertanto anche i salumi e anche il mio amato prosciutto di Parma)
Alcune verdure fra cui il cavolo, cipolle, porro, peperoni, pomodori, ravanelli, lattuga.
I funghi
Quasi tutti i legumi
Il burro
I crostacei, cozze e vongole
Alcuni tipo di frutta (melone, cocomera, pera, uva, arance, mandarini, ananas, banane, castagne)
Il vino e alcolici in genere e l’aceto
zucchero, cioccolato
additivi e conservanti
dado
Aglio, prezzemolo, pepe, peperoncino
So già che siete con gli occhi spalancati e non capite che cosa posso mangiare, quindi vado ad elencare.

Alimenti permessi
Il pesce (escluso crostacei – cozze e vongole)
Carni bianche (coniglio, pollo, tacchino, pecora) vitello, e carne di cavallo
Le verdure (salvo le esclusioni indicate sopra)
Patate e fagiolini (che non sono verdure)
La frutta (salvo le esclusioni indicate sopra e che devo mangiare come spezza-fame e non alla fine del pasto)
Mandorle, nocciole, semi di zucca e altri semi oleosi da utilizzare come spezza-fame o per condire le pietanze.
Olio come condimento
basilico, rosmarino, curcuma, salvia, timo 
Aceto di mele
Caprino stagionato o Pecorino (verificare che sia solo di latte di pecora) da grattare sulla pasta al posto del parmigiano.
Pasta di Kamut, orzo, avena, miglio, grano saraceno, orzo perlato, quinoa, riso basmati
Gallette di mais (a differenza di quelle di riso o farro ecc. che a mio parere somigliano a polistirolo) sono buonissime e possono essere utilizzate a colazione o in sostituzione del pane. Personalmente le spalmo di miele o di marmellata (della frutta consentita) senza zucchero, sono poco caloriche e saziano moltissimo.
Per dolcificare miele e zucchero di canna grezzo
Latte di avena, latte di mandorla.
Tisane, tè verde (pochissimi caffè)

Regole 
Vietati i fritti, le cotture solo al forno o in padella e alla griglia, nessuna infarinatura.
Non mischiare le verdure crude e quelle cotte.
A pranzo pasta o cereali consentiti (Kamut-mais-avena- ecc.) con verdure crude o cotte
un giorno la settimana si può sostituire la pasta con patate e fagiolini
A cena carne o pesce con verdure crude o cotte
Frutta a metà mattina e metà pomeriggio o 4/5 mandorle
Colazione con latte di mandorle o d’avena, gallette di mais, miele, marmellata senza zucchero
Se si mangiano le patate come contorno a pesce o carne nessun altro carboidrato è ammesso.

Vi assicuro che adottare questo regime alimentare non è stato complicato, occorre abituarsi ma bastano pochi giorni, inoltre eliminare completamente certi alimenti e il vino mi ha fatto calare di peso: circa 5 chili in 3 settimane.
Evidentemente ne avevo bisogno.
Certo mi manca bere un buon bicchiere di vino, mangiare un gelato o una brioche al bar, ma si può sopravvivere.
Ho scoperto che esistono moltissimi alimenti che possono sostituire quelli a cui siete abituati e le rinunce sono accettabili. Quasi tutti i supermercati hanno appositi scaffali con gli alimenti adatti a questo tipo di dieta, inoltre come saprete esistono negozi “bio” dove troverete tanti prodotti alternativi.
Non è sempre facile, uscire a pranzo o a cena diventa un po’ più difficile, occorre verificare in anticipo il tipo di menù che offre il ristorante per verificare che ci sia qualche alimento che potete mangiare. Nei ristoranti di pesce il problema non si pone proprio.
Mio marito che non è costretto a seguire questa dieta si è comune abituato ad alcune modifiche della sua e durante la settimana non beve vino, con la conseguenza che è dimagrito pure lui,
Insomma prendersi cura di noi è fondamentale e sento che, con questo regime alimentare, mi sto prendendo cura della mia persona.
Vi terrò aggiornata sui progressi.
Vado a mangiare una bella manciata di ciliegie…

Nota di aggiornamento:

Il regime alimentare mi ha permesso ad oggi (20 settembre) di perdere 12 chili.
Sono estremamente soddisfatta!



Sono passati quasi tre mesi da quando Periscope ha fatto la sua comparsa aggiungendosi ai numerosi (troppi?) social che accompagnano le nostre giornate.
Vorrei fare un personale bilancio di questo strumento e individuare – secondo il mio metro di giudizio naturalmente – quelli che sono gli scenari che si presentano.
Dopo l’entusiasmo iniziale in cui moltissimi curiosi si sono affacciati a guardare i live, direi che l’accesso ai live si è stabilizzato in diminuzione.
Ovvero ci sono meno collegati ma più collegati con interesse.
Ci siamo lasciati alle spalle molti troll che entravano nei live unicamente per scrivere sciocchezze, offese e provocazioni. 
Una volta bloccati non infastidiscono più.
Così come non ritornano in live coloro che vogliono solo vedere che faccia ha questo o quello, una volta soddisfatta la curiosità spariscono.
Il numero di persone che utilizza lo strumento non è altissimo come percentuale. Molti guardano ma non fanno live. 
Per fare live ci vuole una buona capacità comunicativa, che non tutti hanno, e soprattutto una discreta dose di esibizionismo senza la quale nessuno avrebbe il coraggio di mostrarsi in video.
Si creano, in modo naturale, cerchie ristrette di persone accomunate dagli stessi interessi e modi di vedere che rimbalzano i live dall’uno all’altro.
Una cosa a mio parere assolutamente positiva è che Periscope avvicina le persone, chi fa live si presenta “senza trucco e senza inganno” e risulta in genere piacevole da seguire. 
Ho avuto modo di capire come sono alcune persone guardandole su Periscope che in anni su Twitter.
Ho notato che alcune superstar di Twitter non “reggono” all’impietoso confronto live, non avendo sufficiente comunicativa per riuscire a mantenere il proprio personaggio così amato su twitter anche di persona abbandonano i live oppure non si cimentano nemmeno.
Ad ognuno il suo social.
Gli scenari che ho individuato sono questi:
Vip e back stage.
Questi live sono di coloro che hanno numerosi seguaci e mostrano la parte “dietro le quinte” del proprio lavoro o ci raccontano parte del loro quotidiano.
Periscope è una manna per chi gravita nel mondo dello spettacolo: una TV personale a disposizione 24 ore al giorno.
Primo e indiscusso leader di questo gruppo è sicuramente Fiorello che ha fatto del mezzo un ottimo modo per restare vicino ai propri fans. Altrettanto seguito è Rudy Zerbi che utilizza i live in modo assolutamente originale, in parte in radio, in parte per farci ascoltare ottima musica, in parte per mostrarci un poco di se stesso. Troviamo anche Jovanotti e molti altri personaggi della scena musicale Italiana e uno strepitoso Giulio Base che fa live seguitissimi parlando anche in inglese. Fanno parte di questa categoria anche tanti giornalisti.
Vi accorgerete subito di chi riscuote successo perché molto spesso non riuscirete a interagire nei live per affollamento di visualizzazioni.
Emergenti
Una sottocategoria di quella precedente è costituita da tutte quelle persone che gravitano pure loro nel mondo dello spettacolo ma sono meno conosciuti e giustamente utilizzano il mezzo per farsi conoscere meglio da noi comuni mortali ma anche da coloro che potrebbero contattarli per ragioni lavorative.
Periscope per queste persone è un mezzo utilissimo e rappresentativo.
YouTubers
Molti youtuber stanno utilizzando periscope per avvicinare una platea più ampia. I live possono infatti essere salvati su youtube (nonostante il formato infelice) e “invitano” i seguaci di periscope a conoscere i vari canali youtube.
Gruppi di ascolto
Qui troviamo coloro che hanno tante cose da dire e dotati di grande comunicazione.
Queste persone hanno creato la loro personale “corte” e intrattengono amabilmente con chiacchiere varie ma senza nessuno scopo preciso.
Non cercano la fama ma semplicemente un modo per comunicare.
I paesaggisti
Troviamo live quelli che hanno la fortuna di avere scenari stupendi da riprendere o viaggiatori.
Ci mostrano città, monumenti, mare, montagna, fiumi, aeroporti, stazioni ecc.
Ci fanno vedere il mondo, regalandoci un ottimo modo per viaggiare virtualmente attraverso occhi simili ai nostri.
Gli amici virtuali.
Ho notato che si sono create cerchie di amicizie su Periscope e molto spesso si viaggia da un live all’altro salutandoci come fossimo veramente amici.
Una cosa nata spontaneamente e senza alcuni fine se non tenersi in contatto nonostante le distanze.
Questi live in genere sono abbastanza ristretti e con una partecipazione esterna limitata a sporadiche apparizioni.
Troviamo naturalmente altre sottocategorie e chi fa di tutto un po’, ma direi che ho tracciato quelle che sono le più importanti.
Note finali:
Invasività 
La mia personale esperienza da “osservatrice” è che diventa sempre più difficile seguire i live di tutti.
Periscope è troppo invasivo e per una persona che lavora è quasi impossibile da seguire.
Qualche live può essere guardato in differita ma la maggior parte dei live purtroppo cade nel vuoto.
Ho notato anche che molte persone (me compresa) dopo un entusiasmo iniziale dettato dalla novità si sono un po’ allontanate da Periscope. 
Personalmente cerco di fare live solo quando ho qualcosa da dire sperando possa interessare a tutti o quando voglio dare un saluto agli amici virtuali.
Cuoricini
Ho capito anche che i cuoricini, che segnalano il gradimento, aumentano in modo esponenziale più live si fanno, qualcuno che tamburella sullo schermo si trova sempre. 
Per cui temo che non segnalino solo il gradimento ma spesso la costanza con cui qualcuno fa live.
Se qualcuno ancora non si è avvicinato a questo interessante strumento lo faccia, potrebbe trovare uno sbocco interessante o un modo piacevole per passare il tempo, soprattutto se si sta annoiando.

L’importante è che sia un Periscope vario e non …. avariato….


Avendo deciso di intraprendere un percorso depurativo, scegliendo un regime alimentare piuttosto restrittivo e con l’esclusione di alcuni alimenti ed avendo in particolare eliminato tutti i derivati del frumento, ho cercato alimenti alternativi alla pasta.
Oggi ho fatto un tortino di miglio che potrebbe soddisfare anche il palato di chi non ha problemi alimentari.

Occorrono:
250 grammi di miglio decorticato
acqua pari almeno al doppio del peso del miglio
(io lo cuocio un po’ di più per cui abbondo con l’acqua)
3/4 zucchine e 3/4 carote
erbe aromatiche
olio
sale

Dopo aver fatto tostare il miglio aggiungete l’acqua e cuocete fino a che sarà asciugata tutta
tagliate le verdure a julienne (o anche a tocchetti come preferite)
passate le verdure in padella con l’olio in modo che si cuociano un po’.
unite verdure e miglio e mescolate il tutto con le erbe aromatiche.

mettete il composto ottenuto in una pirofila da forno o in uno stampo a ciambella e spolverate con pangrattato (che io ho sostituito con farina di mais) un filo d’olio e infornate per 20 minuti circa a 180 gradi.

Può essere mangiato caldo o anche a temperatura ambiente.
Buon appetito.