Mese: Settembre 2017


Sapete cosa hanno in comune tutte queste persone ritratte?
Sono nate nel 1957. Compresa me.
Carole Bouquet, Carolina di Monaco, Pamela Villoresi, Christopher Lambert, Claudio Bisio, Linus.
In quell’anno sono nate anche Lilli Gruber, Melanie Griffith e Barbara D’Urso ma non le ho fatte rientrare nella mia gallery perchè volevo combattere ad armi pari e non con visi ritoccati molto probabilmente dalla chirurgia e dal botulino. Scusate ma un po’ di vanità l’ho anch’io.
Non amo fare bilanci della mia vita, però un attimo di riflessione concedetemelo. 
E’ un traguardo importante questo.

60 anni. 

È a questo punto della vita che bisogna fare bilanci? 

Non riesco nemmeno a pensarci. 
60 anni: una vita vissuta per gran parte.
60 anni: un traguardo che mi lascia una pace incredibile.
Ci sono arrivata. ho vissuto già la maggior parte della mia vita e sono qui a raccontarne e a percorrere con il ricordo gli anni passati.
Non ho nessuna intenzione di raccontarvi ciò che ho fatto per arrivare fino a qui e nemmeno se la mia vita è stata felice o infelice oppure se cambierei qualcosa.
No, non vi tedierò con queste cose, vi dirò e dirò a me stessa qualcosa che ho imparato in questa età che è meravigliosa perchè se avremo speso bene i nostri anni sarà l’età della saggezza, vi dirò e dirò a me stessa quelli che sono i propositi per il futuro e gli errori da evitare. 
Ho capito che il corpo può invecchiare ma la mente può restare giovane se debitamente stimolata.
Ho capito che la mia curiosità mi ha aiutato ad imparare un sacco di cose e mi tiene giovane.
Ho capito che leggere apre la mente e aiuta a scrivere e a comunicare.
Ho capito che le paure sono la cosa peggiore della vita. Soprattutto la paura di avere paura.
Ho capito che (salvo rarissime eccezioni) le persone ti amano o dicono di amarti solo se servi a loro.
Ho capito che se chiedi qualcosa per te spariscono tutti e ti guardano come un ufo “Ma come tu non hai mai bisogno di nulla…”
Ho capito che più fai e più gli altri pretendono da te.
Ho capito che la famiglia non è quella che ti viene assegnata alla nascita ma quella che scegli lungo il cammino.
Ho capito che vale più ritagliarsi spazi quotidiani di relax personale che arrivare stressati a qualche giorno di ferie.
Ho capito che “pochi ma buoni” è una frase da tatuarsi addosso.
Ho capito che tutto quello che abbiamo fatto nella vita sarà dimenticato per la maggior parte e questa è la parte più triste.
Ho capito che dovevo dare un po’ meno agli altri e amarmi di più.
Ho capito che i nostri problemi dipendono tantissimo dalle esperienze di quando eravamo piccoli ma finché non cambieremo qualcosa nella vita, spezzando meccanismi, non ne usciremo e resteremo piccoli.
Ho capito che l’importante è che ci vogliamo bene noi, se poi gli altri non ce ne vogliono dobbiamo passare oltre.
Ho capito che le persone vorrebbero sempre cambiarti, non gli va mai bene come sei, non ti accettano mai davvero con le tue caratteristiche pregi e difetti.
Ho capito che non possiamo cambiare le persone, il cambiamento possibile è solo dentro di noi.
Ho capito che sbagliamo continuamente e a volte non ci perdoniamo i nostri errori.
Ho capito che per essere felice basta accontentarsi di piccoli attimi di felicità. 
Ho capito che se viviamo solo nel passato o aspettando qualcosa che deve ancora succedere non stiamo vivendo. Solo vivere qui e ora è importante. 

Ho capito che se non chiudo questo post chiuderete voi questa pagina.

Io vado avanti smettendo di fare bilanci perché far quadrare i numeri è stato il lavoro della mia vita quindi perché dovrei continuare ancorai?

Credo che lascerò che qualche cosa sfugga, qualche numero, qualche pensiero, qualche lacrima, qualche debolezza, in fondo potrò sempre dare la colpa all’età. 


Ogni volta che Apple presenta un nuovo iPhone, la solita storia, sui Social si scatena la guerra dei luoghi comuni e delle frasi fatte che si ripetono ad ogni evento. 
“Avete scelto quale rene vendere per acquistare l’iPhone?” 
“Ormai ci vuole un mutuo per comprare un telefono” 
Ma il top è quando leggo: 
“Avreste pensato 20 anni fa che avreste pagato un telefono 3 milioni di lire?”

A parte che stiamo parlando di poco più di 2.000.000 , a parte che 20 anni fa non avrei mai pensato di pagare un caffè e una brioche al bar quasi 4000 lire, così come non avrei mai pensato di pagare un quotidiano quasi 3.000 lire. 
A parte che l’iPhone (come molti smartphone) non è più solo un telefono.
In un unico apparecchio troviamo infatti uniti computer, fotocamera, agenda elettronica, radio, enciclopedia portatile, quotidiani, contapassi, stereo, intrattenimento, torce, previsioni meteo… eccetera eccetera eccetera. 
A parte che questo divario con altri smartphone c’è se le caratteristiche sono diverse, così come esistono da sempre le utilitarie e le Porsche o le Ferrari, senza dimenticare che il Samsung Gakaxy note 8 è stato presentato a 999 euro un prezzo quindi superiore all’iPhone 8. 
Quindi di che cosa stiamo parlando? 
Del nulla. 
Come spesso accade sui Social. 
Pertanto se potete permettervelo, se non rubate i soldi per comprarvelo, se fate qualche sacrificio rinunciando a qualche vestito, una borsa, dei trucchi per risparmiare e comprarvi l’iPhone dove sta il problema? 
Questa “guerra” contro la Apple e l’iPhone in particolare davvero non la capisco. 
Ognuno si compri quel che vuole, con buona pace di tutti. 
Io amo i prodotti Apple come sapete e quando potrò acquisterò probabilmente l’iPhone X perché è bello, perché per me è un gioiello, perché mi attira tutto ciò che è tecnologico, perché così come non mi ha fatto impazzire l’app l’Apple watch – che non ho mai acquistato – questo nuovo prodotto invece mi sembra una novità e un ottimo strumento su cui puntare. 
Un ultimo pensiero: 
Da ex fumatrice ogni tanto mi piace rammentare quanti soldi spenderei in un anno per le sigarette e nel rallegrarmi per aver vinto una delle sfide più utili per la mia salute mi ritrovo a 
constatare che, in questi 10 anni Apple, i miei device li ho pagati in sigarette non fumate. 
Che soddisfazione. 
Lo so che è dura uscire dai luoghi comuni ma provare a fare uno sforzo ogni tanto? Perché non è solo l’Apple Event ma tante e tante quotidianità che ci raggruppano in greggi spinti qui e là da invisibili forze. 
Pensiamo con la nostra testa, non seguiamo sempre il solito web che critica spesso senza riflettere, che critica senza conoscere. 

Che critica a prescindere.

Quando ho ospiti a cena o a pranzo preparo spesso un tortino salato da antipasto, il nome con cui probabilmente conoscete queste torte salate è quiche.
La quiche in realtà richiede fra gli ingredienti la panna liquida mentre io faccio le mie torte salate con la ricotta.
Le quiche sono facilissime da fare e si prestano ad essere farcite con innumerevoli ingredienti tante verdure, formaggi, salumi ecc.
Se eviterete i salumi saranno adatte anche ai vegetariani.
Eccovi la mia ricetta:
Entrambi i tortini sono identici come ingredienti con l’unica differenza che in una ho utilizzato gli spinaci e nell’altra gli zucchini.
Ingredienti 

Pasta sfoglia in rotoli (rotonda)
Zucchini oppure spinaci (500 gr)
Pancetta a cubetti (100 gr)
Fontina tagliata a cubetti (o altro formaggio a piacere) (200 gr)
Parmigiano 40 gr. 
1 uovo
Ricotta (250 gr)
Prima di tutto la pasta sfoglia va stesa dentro un pirofila rotonda (io utilizzo quelle di vetro Pirex che sono comodissime), con i rebbi di una forchetta bucherellate il fondo della pasta stesa.
Occorre lessare gli spinaci in acqua salata e strizzarli bene o ripassarli in padella per asciugarli dall’acqua per evitare che troppa umidità impedisca alla pasta di cuocere bene soprattutto nella parte inferiore.
Se invece utilizzate gli zucchini dovrete trifolarli in padella con un po’ di olio, io aggiungo anche un pizzico di peperoncino.
La pancetta va fatta dorare in una padella antiaderente in modo che diventi croccante.
Fate raffreddare il tutto prima di mescolare gli ingredienti.
Per quanto riguarda la ricotta io utilizzo per ogni tortino (quando non ho a disposizione la ricotta fresca) una confezione di ricotta Santa Lucia della Galbani – questa ricotta è infatti una delle poche che non ha crema di latte ma solo siero di latte.
Se volete fare la classica quiche francese dovrete utilizzare la panna liquida al posto della ricotta in questo caso vi serviranno due uova anziché uno.
Unite in una ciotola la ricotta, l’uovo, gli zucchini o gli spinaci, la fontina tagliata a cubetti, un po’ di parmigiano, la pancetta croccante e mescolare bene il tutto.
Inserite il composto nella pasta sfoglia stesa dentro la vostra pirofila e livellatelo bene, chiudete i bordi della pasta sopra il tortino.
Se volete fare qualche decoro sopra le quiche dovrete avere a disposizione un altro rotolo di pasta sfoglia che utilizzerete con un po’ di fantasia e/o con qualche formina da biscotti.
Spennellate con latte o albume d’uovo la pasta e mettete in forno a 180 gradi fino a quando non vedrete la pasta ben dorata. (in genere 40 minuti).
L’unica difficoltà di questo tortino è che la parte inferiore della pasta cuocia bene per cui dovrete mettere la teglia o la tortiera nella parte bassa del forno. 
Come potrete immaginare le varianti sono molteplici, potrete utilizzare asparagi, piselli, porri, cipolle e altre verdure per il ripieno o formaggi come il taleggio, l’emmental o la provola, potrete utilizzare cubetti di prosciutto cotto in luogo della pancetta, potrete mettere il formaggio steso a fette in fondo alla tortiera senza mescolarlo all’impasto, insomma potrete sbizzarrirvi come meglio vi pare ma con una certezza che la vostra torta salata avrà un sicuro successo.
A questo punto mi è venuta fame quindi vado a pranzare e … buon appetito.