Sanremo 2018 : parliamone ancora

I vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro
Non credo vi debba servire il mio parere sull’ultima manifestazione canora di Sanremo 2018, ma visto che da anni guardo Sanremo twittando commenti sulle serate scriverò comunque le mie impressioni che ovviamente non siete obbligati a leggere.
Conduttori

Baglioni va riconosciuta una organizzazione globale del festival filata via liscia e in qualità di “Direttore artistico” mi pare che la prova sia stata assolutamente superata. 
Nonostante un viso un po’ plasticato e una conduzione con una verve leggermente sottotono ha mostrato una rara autoironia ed evidenti capacità organizzative di buon livello. 
Va segnalato che da padrone di casa ha fatto, come si suol dire, “il bello e il cattivo tempo” trasformando i suoi interventi ad uso personale cantando gran parte del suo repertorio con i vari ospiti. 
Ospiti che non voglio ricordare uno a uno e che hanno fatto parte di un “concerto” parallelo sul palco di Sanremo come “amici di” Baglioni.


Michelle Hunziker che dire: perfetta. 
Bellissima, Svizzera nel vero senso della parola, senza sbavature. 
Qualcuno contestava il sorriso sempre stampato sul volto. Ma che scherzate? Questo è quello che vogliamo vedere. 
Vestita in modo impeccabile da Armani, (scollature mozzafiato) Alberta Ferretti, Trussardi, Moschino e di nuovo Armani Privè.
Nonostante Trussardi sia suo marito, a mio parere, gli abiti che ha indossato per l’omonimo brand sono quelli che le donavano di meno.
Trovate le immagini in fondo al post. 

Non voglio nemmeno entrare nel toto-tetta che ha girato incessante sui social- Che il suo seno sia sostenuto da artifici o rifatto il risultato è comunque da applausi.
Pierfrancesco Favino bravo bravo bravo!
Può stare ore sul palco senza annoiare 
Straordinario attore ovviamente relegato ad un ruolo che non lo valorizzava appieno. 
Il monologo sull’immigrato nel quale veramente ha mostrato una bravura straordinaria (indipendentemente dalla condivisione o meno dell’utilizzo di certi temi per l’audience) avrei voluto che si esibisse in un monologo altrettanto sentito sull’argomento “violenza sulle donne”. Lui di certo avrebbe fatto centro. 
Voto 10 e lode. 
Cantanti 
classifica finale del Festival
1Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente”
2. Lo Stato Sociale – “Una vita in vacanza
3. Annalisa – “Il mondo prima di te”
4. Ron – “Almeno pensami”
5. Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico – “Imparare ad amarsi”
6. Max Gazzè – “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”
7. Luca Barbarossa – “Passame er sale”
8. Diodato e Roy Paci – “Adesso”
9. The Kolors – “Frida (mai, mai, mai)”
10. Giovanni Caccamo – “Eterno”
11. Le Vibrazioni – “Così sbagliato”
12. Enzo Avitabile e Peppe Servillo – “Il coraggio di ogni giorno”
13. Renzo Rubino – “Custodire”
14. Noemi – “Non smettere mai di cercarmi”
15. Red Canzian – “Ognuno ha il suo racconto”
16. Decibel – “Lettera dal Duca”
17. Nina Zilli – “Senza appartenere”
18. Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – “Il segreto del tempo”
19. Mario Biondi – “Rivederti”
20. Elio e le storie tese – “Arrivedorci”
Commenti in ordine sparso
Ermal Meta e Fabrizio Moro si sono portati a casa una vittoria annunciata nonostante il “giallo” iniziale di rischio plagio e la sospensione poi rientrata che non ha fatto altro che attirare l’attenzione su questa canzone.
Purtroppo io non amo l’utilizzo di temi sociali “acchiappavoti” ma detto questo sono entrambi bravi e quindi l’abbinamento è stato vincente. 
Questo è evidentemente quello che vogliono gli italiani votanti.
Saranno premiati anche a Eurovision? Lo speriamo. 
Lo stato sociale … ma davvero pensavamo che vincesse un emulatore di Gabbani? No dai. 
Però la vecchietta che balla è da applausi. 
Max Gazzè canzone godibilissima che meritava se non di vincere almeno un posto più alto in classifica. 
C’è da dire che è un pochetto penalizzato dalla pronuncia delle parole “io ti afpetterò, foffe anche per cent’anni ti affpetterò… “
Ron
Si sente Lucio Dalla in tutte le note, vera nostalgia, non abbastanza per entrare nei primi tre. Peccato.
Nina Zilli 
A me piace ma in questo Sanremo, a mio parere, non lascia traccia.
Noemi la rossa si è presentata con una bella canzone arrivata purtroppo solo quattordicesima. 
Il momento gossip mi obbliga a segnalare la scivolata della (coraggiosa) mise iper scollata, simile a quella della Hunziker della prima sera, che l’ha inevitabilmente sottoposto ad un impietoso confronto. 
Fogli e Facchinetti anche no. 
Io amo moltissimo Riccardo Fogli, l’ho seguito anche quando non era più un Pooh, l’ho conosciuto quando era davvero figo e lo trovo ancora affascinante ma davvero Facchinetti è senza voce e “cuare “ al posto di cuore con la voce strozzata non si può sentire. 
Sarebbe ora che tutti i Pooh trovassero un giusto riposo dopo una gloriosa carriera. 
(Canzian compreso) 
Annalisa ha portato al festival una delle canzoni più belle. 
Avrei voluto vederle strappare la vittoria ma ammetto che ha cantato in passato canzoni più belle. 
La Vanoni meritava la vittoria non fosse altro per raggiunti limiti di età. 
Bella canzone, ascoltate bene le parole, una frase per tutte: “bisogna imparare ad amarsi in questa vita, bisogna imparare a lasciarsi quando è finita” 
Elio e le storie Tese con le solite performance, truccati, travestiti e un po’ pazzerelli, ci hanno dedicato la loro consueta canzone godibile e ci hanno lasciato nell’Amletico dubbio “si sciolgono, non si sciolgono… 
Mario Biondi bellissima voce calda e sensuale. Per una buonanotte ma non per questo Sanremo. È un mio concittadino ma non è stato premiato nella scelta del pezzo. 
The Kolors 
Non è la migliore canzoni di questi ragazzi costretti a cantare in Italiano.
Ma alzi la mano chi non ha canticchiato il”Mai Mai, Mai.” del ritornello?
Quelli che non ho nominato non so se a Sanremo hanno lasciato il segno ma non hanno lasciato il segno dentro di me.
Perdonatemi. 
Potrei infine parlare degli ospiti, tra cui ha spiccato in modo indelebile Fiorello, del ritorno di Peppe Vessicchio, della inquietante scala a scomparsa, della mancanza dei tradizionali fiori di tante cose ma direi che basta così.
Unico rilievo che mi sento di fare è che con il “finto-siparietto” incursione femminista sul palco dell’Ariston si è persa l’occasione per dire davvero qualcosa di interessante sull’argomento “violenza sulle donne” si è sprecata una occasione straordinaria, a mio parere, con una cosa “raffazzonata” banale e inutile.
Arrivederci al prossimo Sanremo… che sospetto, visto il successo di share, ancora condotto o almeno sotto la direzione artistica di Baglioni
 Rendiamo onore ai meravigliosi abiti di Michelle!

Armani Privè


Trussardi
Alberta Ferretti 
Armani Privè
Moschino
Dal profilo Instagram di Michelle Hunziker

Comments are closed.