Mese: Maggio 2018

 

E’ da diverso tempo che non ho più voglia di scrivere sul blog ma attribuisco questa “pausa” anche alla mia poca voglia di partecipare ai social in genere così come ho sempre fatto, in modo assiduo da moltissimi anni. Immagino quanto poco vi potrà interessare ma visto che in questo blog, come sempre, condivido i miei pensieri questo è uno di quelli che mi frulla in mente da un po’.

Purtroppo i social sono cambiati e certamente sono cambiata io.

Probabilmente negli anni è anche aumentata la platea di persone iscritte ai social, basti pensare che il mio numero di iscrizione a Twitter è intorno a 166.000.000 di unità mentre i nuovi iscritti hanno numeri a 18 zeri (diciotto zeri capito! 1.000.000.000.000.000.000), con la conseguenza che, anche se il bello dei social è poter dare parola a tutti, questa moltitudine di “tutti” comincia a creare un po’ troppa caciara.

Ho sempre meno voglia di condividere, sempre meno voglia di partecipare a discussioni. Perché ogni discussione – soprattutto su twitter – genera una potenziale lite.  Perché – soprattutto su facebook – persone che ti ignorano per la maggior parte del tempo e non mettono mai un like o commentano in modo positivo i tuoi post, appaiono unicamente se possono contrastarti, spesso facendo finta di non capire il tuo pensiero o il senso del tuo discorso.

Parliamoci chiaro, il contraddittorio è molto importante, ci mancberebbe che tutti la pensassero come me ma che alcuni soggetti si palesino unicamente quando possono contestare o sminuire secondo me non ci sta.

Comunque ti giri sui social ci sono “battaglie” toni che si alzano troppo, persone che offendono chiunque senza alcun rispetto approfittando spesso dell’anonimato che, in particolare twitter, offre loro.

Correda il disagio un intero sottobosco di  pettegolezzi, cose riferite (spesso male o fuorviate) e polemiche, questo è per esempio uno dei motivi che mi hanno allontanato definitivamente da snapchat dove peraltro l’anonimato impedisce qualunque controllo su chi ti segue in realtà.

Condivido ancora qualche storia su Instagram e continuo a pubblicare fotografie che non generano mai contestazioni per fortuna ma raccolgono se mai diversa indifferenza da parte anche di chi, dei video delle storie non se ne perde uno, ma mai che ti metta un like ad una foto.

Tanto voyerismo, poca empatia, tanta critica, poca condivisione e bullismo 2.0.

Senza contare le innumerevoli notizie manipolate spesso dalle stesse testate on line, bufale,  frasi estrapolate dal contesto, informazione fuorviata, campagne denigratorie.

Se aggiungiamo poi che i social sono diventati campo di battaglia per influencer più o meno famosi che ti tempestano, spesso in modo sfinente, con centinaia di proposte di acquisto del più disparato settore merceologico,  ecco fatta la chiusura del cerchio.

Certo basta selezionare chi seguire e io lo faccio ovviamente ma se devo seguire una manciata di persone soltanto, dove finisce la socializzazione? Piuttosto leggo un libro.

Insomma sto riflettendo se continuare a frequentare i social o decidere che il mio tempo è finito ed iniziare prima a rallentare e poi a chiudere i profili. Non mi piace agire d’impulso preferisco riflettere con calma su questo disagio che provo quindi starò alla finestra a pensare e poi deciderò anche perché, parliamoci chiaro, i social mi hanno dato tanto, non posso pensare di buttare tutto vi così.

Io sono un’anima social nella vita e nel virtuale per questo la scelta è complicata ma credetemi, a parte pochissime persone (seguiamo persone ricordiamocelo non account)  che mi mancherebbero davvero tanto, non trovo altro motivo per restare in questa giungla che i social sono diventati.

 

 

 

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Sono felice, davvero di cuore, per tutte quelle che celebrano la festa della mamma, le abbraccio senza nessun animo invidioso perché l’invidia è un sentimento che non mi appartiene. 

Le abbraccio forte ma il mio abbraccio affettuoso vada anche anche a tutte le figlie che non hanno questa fortuna da condividere:

Quelle che una mamma non l’hanno più 

Quelle che il Mulino Bianco è un’altra cosa.

Quelle che la matrigna di Cenerentola era buona.

Quelle che hanno dovuto fare le madri delle proprie madri.

Quelle che hanno dovuto fare le mamme di se stesse.

Quelle che madri non saranno mai, ma sarebbero state ottime madri.

Quelle che si sono accontentate di essere zie. 

Quelle che “tu non sei madre non puoi capire” 

Quelle che “di mamme ce n’è una sola” … e meno male.

Quelle che … aggiungete voi a piacere (…….)

Io ho troppa gente da abbracciare. 

Chi approda per la prima volta su questa nuova versione del blog avrà già capito che qualcosa è cambiato.

Ho deciso di cambiare piattaforma passando da Blogger a WordPress che mi da più garanzie per gestire le normative privacy che ci stanno mettendo alla prova.

Questo blog non raccoglie dati particolari e non è un blog di tipo “commerciale” però occorre tutelarsi e quindi eccomi qui, a decidere se restare o cancellare il blog.

State sintonizzati…

 

Chi ha un sito web o un blog sa già di che cosa sto parlando, dell’ennesimo balzello imposto dalla Unione Europea relativamente alle norme sulla privacy.
Chi non sapesse invece di che cosa sto parlando può vedere la normativa sul sito del Garante cliccando sul link:
NORMATIVA GARANTE PRIVACY
oppure semplicemente digitando su Google “Privacy GDPR” e gli si aprirà un mondo, compreso – ma guarda un po’ – il business creato da questo obbligo,.

Ho passato anni alle prese con la normativa privacy nei rapporti fra aziende e dipendenti, e in questi giorni per chi ha un sito internet o anche solo un blog si pone il problema di adeguarsi alle nuove normative entro il 25 maggio prossimo per evitare pesanti sanzioni.
Normativa che è in evoluzione già da tempo, con l’obbligo di informativa relativamente ai cookies ecc.
Chi infatti non è capitato su un nuovo sito e ha cliccato su OK per chiudere quel banner fastidioso che impediva la lettura di un articolo senza però porsi il problema di che cosa stava approvando?
Ecco adesso le cose si fanno ancora più difficili.
Trovare una corretta modalità operativa è complicato, le istruzioni ci sono ma sono di difficile applicabilità, non tanto per certi soggetti che hanno numeri importanti e che, molto probabilmente, pagheranno per farsi gestire questo nuovo balzello, ma dei risvolti pratici di questa norma che penalizza soprattutto i piccoli blogger che, per lo più, considerano il blog come passatempo, tipo la sottoscritta.

Oggi stesso pertanto toglierò la possibilità di restare informati su ogni nuovo post lasciando la propria mail, poi eliminerò probabilmente la possibilità di commentare ed infine, salvo cambiamenti di direzione e normative facilitate previste dalla piattaforma che ospita il mio blog, credo che scriverò la parola fine al blog oscurandolo e poi eliminandolo.

La burocrazia vince.
La semplificazione rimane utopia.