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A volte si presentano seconde possibilità. Per noi è stato così.

Chi l’avrebbe mai detto, quando ci siamo incontrati giovanissimi e ci siamo piaciuti ma poi ci siamo lasciati perch√© probabilmente non era il momento di costruire una relazione seria e duratura, che oggi saremmo stati qui a guardarci negli occhi e a festeggiare 25 anni di matrimonio?

Chi l’avrebbe immaginato che, nonostante entrambi avessimo deciso di sposare altre persone, ci saremmo incontrati di nuovo liberi e pronti finalmente per una relazione stabile?

Quale destino ha deciso di farci incontrare per strada mentre uscivo dall’avvocato che stava curando la mia separazione?

Credo che siano state le difficolt√† della vita, che ci siamo trovati ad affrontare all’inizio della nostra “seconda possibilit√†”, che ci hanno fatto capire che potevamo andare avanti senza paura.

Io appoggio te, tu appoggi me. La forza che passa dall’uno all’altro in caso di necessit√†, un fluido invisibile ma potente.

La ricetta per riuscire in questa impresa? Tanta maturità,  condivisione, rispetto, compromessi, scontri, passi avanti, passi indietro, accettazione, complicità, affetto immenso.

La voglia di raccontarci ancora, di tenerci per mano per strada, di baciarci e abbracciarci anche in pubblico, di scherzare come bambini, di sopportare i nostri difetti, di condividere le cose importanti della vita.

Io tutto ieri, tu tutto domani, ma forse ce la facciamo a fare qualcosa oggi. Due teste dure che non ci siamo ancora rotte. Eppure non riesco ad immaginare la vita senza di te.

25 anni di matrimonio. Un altro numero da aggiungere alla nostra storia.

Ora vengo a sussurrarti in un orecchio se ti va di andare avanti ancora a cercare un altro traguardo.

Auguri amore mio.

 

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Ho letto anche altre cose pi√Ļ tecniche e meno interessanti per voi, quindi far√≤ una mini recensione di quelli che potreste trovare interessanti:

 

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La mia “recensione” di questo libro √® piuttosto inutile perch√© di certo l’avrete gi√† letto tutti sar√≤ quindi breve.

Mi è piaciuto? Ni

E’ un libro scorrevole, tocca argomenti e problematiche importanti senza mai eccedere.

Per√≤ se devo essere sincera non mi ha entusiasmato, sembra un po’ troppo costruito, come se i sentimenti da suscitare nei lettori siano comandati a distanza.

Però leggetelo, se già non lo avete fatto, perché merita di essere letto, senza ombra di dubbio, la protagonista è straordinaria, originale e mostra i suoi problemi poco a poco e il modo in cui è riuscita a tenere sotto controllo i drammi della sua vita è incredibile.

 

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E’ un libro strano, eccessivo, ma plausibile.

La famiglia perfetta, quella da mulino bianco, analizzata, smembrata da sentimenti e segreti mai confessati, come se il castello di carte costruito da padre, madre e figli, anziché fatto cadere di colpo venisse smantellato una carta alla volta.

Dramma psicologico interessante che sicuramente vi terrà incollati fino alla fine.

Vorrete sapere come andr√† a finire… ecco appunto, come andr√† a finire?

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Questo libro mi è piaciuto moltissimo.

Amo i triller e questo lo è. Amo le sorprese e qui ci sono.

C’√® l’amore, i sentimenti, il tradimento, il mistero, la follia.

Troverete anche un pizzico di soprannaturale che condisce la storia e la rende possibile.

I protagonisti tratteggiati con giusta precisione, il mistero che accompagna la storia passo passo senza essere svelato fino alla fine.
I sentimenti descritti con maestria e il “buono” e “cattivo” che si confondono lasciandovi spiazzati.

Se vi piace il genere, leggetelo subito, non lo lascerete fino alla fine.

Buona lettura!

 

 

 

Credo di essermi rotta.

Come se qualcosa di robusto, tenuto insieme per tanti anni dalla sua tempra, si fosse spezzato e fosse stato riparato con qualche colla speciale per durare tanti anni ancora ma ormai nemmeno quella colla bastasse pi√Ļ a tenerne insieme i pezzi.

Credo di essere stata forgiata con il miglior materiale possibile e poi temprata con anni di autodisciplina per sopravvivere ad eventi e mancanze che mi hanno accompagnato da sempre.

Chiunque mi conosca può testimoniare la mia capacità di autosufficienza, organizzativa e interventista in ogni situazione, la mia capacità di dare aiuto quando serve, di essere forte al momento giusto.

Ecco mi sono stancata di essere forte, sono stanca di indossare il mio sorriso ogni giorno, quel sorriso che mi sono portata appresso anche quando di sorridere non avevo davvero voglia ma è quel sorriso che spesso ha fatto stare meglio qualcuno oppure ha fatto dimenticare qualche problema oppure ancora ha predisposto gli altri in modo positivo nei miei confronti.

Un sorriso che è il mio biglietto da visita ma che spesso ha mascherato il dolore, la paura, la tristezza.

Sono stanca, anche fisicamente, ma non solo fisicamente e sto qui seduta a chiedermi se ho mai incontrato nella mia vita qualcuno che potrebbe fare per me quello che ho fatto per gli altri a parte l’uomo che ha deciso di starmi a fianco e che conosce le mie debolezze.

Ho sempre dato di me l’impressione di una donna indipendente e infallibile, capace di qualunque cosa, ma dentro ho combattuto battaglie infinite, notti insonni, attacchi di panico, ogni tipo di paura.

So anche di non essere l’unica donna a comportarsi in questo modo, donne Alpha le chiamano, quelle determinate, quelle che hanno combattuto per affermarsi, sicure del loro valore, responsabili di ogni loro azione.

Credo ormai di aver usato tutto il carburante e di essere rimasta a secco nello sforzo di andare sempre a mille e non fare mai pesare i miei problemi sugli altri, perché chi è abituato ad aiutare sempre non ha mai imparato a chiedere aiuto.

Purtroppo tutti abbiamo bisogno di qualcuno, tutti abbiamo bisogno di aiuto.

Purtroppo gli altri, con i loro atteggiamenti, possono farci male, molto male, anche se non lo mostriamo quasi mai.

Credo che d’ora in poi permetter√≤ alle persone di vedere le mie ferite¬†e forse sar√† visibile la mia vulnerabilit√† che ho sempre tenuto nascosta.

Non smetter√≤ di aiutare gli altri e di essere forte, perch√© ormai √® la mia vita, ma non permetter√≤ pi√Ļ alle persone di ferirmi senza capire quanto male mi fanno e soprattutto mi allontaner√≤ dalle persone che, nonostante abbiano vissuto il mio dolore perch√© io stessa pi√Ļ volte glielo ho mostrato, hanno fatto finta di nulla perch√© era pi√Ļ comodo cos√¨, perch√© era pi√Ļ comodo usarmi.

Cercherò un collante che mi rimetta insieme, che mi permetta di stare in piedi in modo autonomo ma contemporaneamente impedisca agli altri di spezzarmi ancora.

Me lo devo.

 

Oggi l’appiglio per parlare di donne violentate la fornisce una sentenza che parla di ubriachezza e mancata aggravante perché la donna violentata non è stata fatta ubriacare dal suo violentatore ma si è ubriacata autonomamente e quindi deve rispondere della sua stoltezza.

il solito ‚ÄúSe l‚Äô√® cercata‚Ä̬†

Personalmente ritengo che il punto non sia il giudice che ha correttamente applicato la legge in questa sentenza, che il punto non sia il modo in cui è stata riportata la notizia dai media, come sempre in modo sensazionalistico ma spesso fuorviante.

Il problema è invece il fatto che si possano applicare aggravanti se uno ha fatto o non fatto ubriacare una donna e poi l’abbia violentata o se la donna abbia indossato la minigonna o un paio di jeans o se abbia gridato forte il suo NO e abbia o meno usato le unghie per difendersi.

Purtroppo si dovrebbe solo prendere in considerazione lo stupro come tale e punirlo con una pena molto alta e senza se o senza ma.

Questo √® il mio pensiero. E invece c‚Äô√® sempre il sottinteso ‚Äúse l‚Äô√® cercata‚ÄĚ.

Se l’è cercata vestendosi in un certo modo o bevendo troppo. Non ne usciremo mai.

In giugno, complice anche la settimana di “detox social”, ho finalmente ricominciato a leggere come facevo una volta. Sono sempre stata una divoratrice di libri e solo il tempo perso sui social ha rallentato il tempo dedicato a questo hobby stupendo che √® la lettura.
Alcuni di questi libri sono stati acquistati o scaricati sul mio fedele Kindle a seguito delle recensioni di @tegamini (Francesca Crescentini) attraverso la sua rubrica #LibriniTegamini che vi consiglio di seguire su instagram o sul suo blog  e che ringrazio per i continui ed interessanti spunti che ci regala.

Di seguito una breve recensione dei libri che ho letto che, come vedrete, sono quasi tutti del mio genere preferito: romanzo avventuroso, thriller.

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John Grisham è uno dei miei autori preferiti in assoluto quindi è veramente difficile che un suo libro non mi piaccia.

In questo libro si parla di furto di opere d’arte e di ricettazione. L’affascinante figura di Bruce Cable che ha una vera passione per i libri antichi e i manoscritti rari potrebbe nascondere nella sua libreria i manoscritti rubati? Una giovane scrittrice verr√† “ingaggiata” per scoprirlo.
Libro che stranamente si allontana dalle storie a cui Grisham ci ha abituato. Meno incalzante ma pi√Ļ romanzato. Comunque piacevole.

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Ho letto il libro di Sara Gazzini, conosciuta sui social che giaceva da un po’ in attesa. Il libro parla di un gruppo di donne che si incontrano in un seminterrato e parlano delle loro esperienze come se fosse un incontro degli alcolisti anonimi. Una terapia di gruppo organizzata da una terapista che cerca di aiutare le 8 donne riunite perch√© anche la loro √® una forma di dipendenza, quella degli incontri sui social, delle notifiche di whatsapp, degli amori sbagliati, dei cuori infranti.¬† Se frequentate i social vi baster√† un attimo per immergervi nei loro pensieri ma anche se non li frequentate perch√© i problemi d’amore in fondo sono comuni a tutte… terapista compresa.

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Questo libro è tanto irreale quanto appassionante. Due sorelle e uno zio invalido vivono in una grande casa in apparente felicità occupandosi di giardinaggio e cucina.
Vivono isolati e da subito si capisce che sono ciò che resta di una famiglia quasi completamente sterminata durante un pranzo, alcuni anni prima, a causa di un avvelenamento collettivo.
L’ingresso nella storia e nella vita di queste tre persone di un cugino sconvolger√† la pace e porter√† ad eventi sconvolgenti.
La descrizione dei luoghi e delle persone coinvolte √® veramente appassionante e non smetterete di leggerlo fino all’epilogo finale.

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Premonizioni, avvertimenti che gli animali del bosco portano agli abitanti di questo paese che hanno una caratteristica comune: si sentono tutti scrittori. Cos√¨ quando un editore entrer√† in paese promettendo un premio letterario la vita del paese sar√† sconvolta. Sar√† forse che l’estraneo √® il diavolo in persona?
Il libro si legge velocemente e ha il ritmo di un thriller.  Godibilissimo.

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Di nuovo Grisham. In questo libro tre studenti iscritti alla scuola di legge si ribellano al sistema e cercano di liberarsi dei debiti contratti per poter studiare in una scuola peraltro mediocre e con l’intento di smascherare la truffa che sta dietro a questi prestiti concessi agli studenti, decidono di non portare a termine gli studi e fingono di essere gi√† avvocati abilitati. Ovviamente il loro cammino nella illegalit√† sar√† complicato, molto rischioso e pieno di colpi di scena. Ce la faranno?
Da leggere tutto d’un fiato.

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Non leggete questo libro se avete paura delle streghe. Un intero paese √® da secoli “prigioniero” di una maledizione. La strega che appare random lungo le strade o nelle case √® ben conosciuta dagli abitanti del paese. Non si pu√≤ parlare di lei, non si pu√≤ allontanarsi dalla citt√†, non si pu√≤ far sapere agli estranei la storia della strega. Una tacita forma di rispetto per questo fenomeno soprannaturale che verr√† sconvolto da azioni di disturbo perpetrate inizialmente da ragazzini del luogo che vogliono ribellarsi a queste imposizioni.
In un crescendo di avvenimenti e di orrore il lettore verrà portato verso la fine del libro e degli eventi trattenendo il respiro.
Se amate il genere vi assicuro che è strepitoso.

IMG_1172I personaggi di questo libro giallo, ambientato nel 1920, ruotano attorno alla morte improvvisa, violenta e misteriosa dell’infermiera Florence Nightingale e alle vicende della diciottenne Louisa Cannion che si butta gi√Ļ dal treno in corsa per sfuggire a uno zio pericoloso che intende pagare i propri debiti offrendo i “servigi” della nipote a uomini privi di scrupoli. Louisa riesce a farsi assumere in una famiglia pi√Ļ che benestante come istitutrice e insieme a Guy della polizia ferroviaria, che l’ha soccorsa in stazione, cercher√† di districare il complicato rebus legato all’assassinio avvenuto sul treno.
La storia è ispirata al vero omicidio mai risolto di Florence Nightingale.

Buona lettura.

Volevo parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore ma al quale spesso non si pensa, ovvero il dolore invisibile.

In questo momento non mi riferisco al dolore psicologico che merita un capitolo a parte e nemmeno al dolore di violenze domestiche che è tema molto delicato e che non posso trattare io (per fortuna).

Mi riferisco unicamente al dolore fisico.

Ci sono molte persone che convivono con il dolore fisico, perche hanno una malattia autoimmune oppure per malattie diverse pi√Ļ o meno gravi e non sempre, il loro dolore, pu√≤ essere tenuto sotto controllo.

Questo non vuole essere un post di aiuto a queste persone perché purtroppo non ho nessuna soluzione per loro che non sia di rivolgersi ai medici di competenza per ogni patologia.
Questo post invece e diretto a chi fortunatamente questi problemi non ha perché possa comprendere alcuni concetti ed essere di aiuto e comprensione a chi invece convive con il dolore fisico.

Chi ha problemi cronici che gli causano dolore fisico vive una vita quasi normale, esce, fa spesa, va al lavoro, esce con gli amici, va in vacanza, fa viaggi ma con uno sforzo personale a volte insormontabile, ci√≤ che per una persona comune √® infatti normale per chi soffre di queste patologie molte attivit√† quotidiane richiedono l’energia di scalare una montagna.
A volte assumono farmaci invasivi, che spesso modificano il loro corpo oppure sono poco tollerati creando effetti collaterali fastidiosi.

Queste persone avranno bisogno di momenti di riposo che risulteranno incomprensibili, non sempre riusciranno a fare attività fisica, una passeggiata, una sezione in palestra senza poi dover prendere una analgesico o recuperare con riposo forzato nei giorni successivi.
Queste persone hanno solo bisogno di comprensione e di aiuto ma spesso non lo chiederanno per vergogna o per riservatezza se non fate parte della loro vita quotidiana.

Quindi ricordate che il dolore non è un tatuaggio ne una luce che si accende in fronte, ma è un problema silente e invisibile. Non tutti hanno il lamento facile e potrebbero essere accanto a voi, lavorare con voi, viaggiare in autobus con voi essere in coda al supermercato senza che voi lo sappiate.

Quindi armatevi di pazienza e di comprensione per chiunque vi sembri diverso da voi perché potrebbe far parte della schiera innumerevole di vittime del dolore cronico.

Non sempre un sorriso stampato in volto significa felicit√† ma la cosa pi√Ļ comoda da indossare per nascondere il proprio difficile quotidiano.

 

 

 

 

Il disagio delle persone che frequentano i Social (di cui vi agevolo campionatura) √® la presa in giro alla Ferragni solo perch√© posta due foto scrivendo ‚ÄúAlways with me‚ÄĚ

Da quella che la rimprovera per non essersi struccata la sera prima (ma davvero davvero??) a quelli che sostengono che il bambino sia sempre con la Baby Sitter a chi le fa la paternale perch√© mostra il figlio, a chi vorrebbe invece immagini del ‚Äúvomitino‚ÄĚ di Leo o immagini di Chiara mentre cambia un pannolino magari con la prova che Leo fa la cacca come tutti i bambini.
Ma davvero?! Ma davvero davvero?
Questa ragazza e circondata da parenti e certo può permettersi una baby sitter perché mai dovrebbe fare la vita che qualcuno vorrebbe lei vivesse?
Ovvero mostrarsi in vestaglia, sfatta, struccata, alle prese con il vomito e il pianto di suo figlio, magari anche in preda, perché no, di un po’ depressione post partum?
Beata lei se ha un aiuto, beata lei se ha un fisico che è tornato in forma in tempi incredibilmente brevi.
√ą ovvio che ci fa vedere i momenti migliori. Perch√© questa critica?
Perché infierire su una ragazza che ha la fortuna di potersi dedicare al suo lavoro senza annullarsi?
Tante battaglie sulla libertà della donna, contro la discriminazione che la donna subisce a causa della gravidanza, battaglie per dimostrare che la gravidanza non è una malattia e poi se qualcuna dimostra che la gravidanza non è una malattia, se hai la possibilità di essere aiutata, ecco che la stronchiamo.
Quanto livore, quanta tristezza.
Io non capisco. Davvero.

Chi approda per la prima volta su questa nuova versione del blog avrà già capito che qualcosa è cambiato.

Ho deciso di cambiare piattaforma passando da Blogger a WordPress che mi da pi√Ļ garanzie per gestire le normative privacy che ci stanno mettendo alla prova.

Questo blog non raccoglie dati particolari e non √® un blog di tipo “commerciale” per√≤ occorre tutelarsi e quindi eccomi qui, a decidere se restare o cancellare il blog.

State sintonizzati…

 

Chi ha un sito web o un blog sa gi√† di che cosa sto parlando, dell’ennesimo balzello imposto dalla Unione Europea relativamente alle norme sulla privacy.
Chi non sapesse invece di che cosa sto parlando può vedere la normativa sul sito del Garante cliccando sul link:
NORMATIVA GARANTE PRIVACY
oppure semplicemente digitando su Google¬†“Privacy GDPR”¬†e gli si aprir√† un mondo, compreso – ma guarda un po’ – il business creato da questo obbligo,.

Ho passato anni alle prese con la normativa privacy nei rapporti fra aziende e dipendenti, e in questi giorni per chi ha un sito internet o anche solo un blog si pone il problema di adeguarsi alle nuove normative entro il 25 maggio prossimo per evitare pesanti sanzioni.
Normativa che √® in evoluzione gi√† da tempo, con l’obbligo di informativa relativamente ai cookies ecc.
Chi infatti non è capitato su un nuovo sito e ha cliccato su OK per chiudere quel banner fastidioso che impediva la lettura di un articolo senza però porsi il problema di che cosa stava approvando?
Ecco adesso le cose si fanno ancora pi√Ļ difficili.
Trovare una corretta modalit√† operativa √® complicato, le istruzioni ci sono ma sono di difficile applicabilit√†, non tanto per certi soggetti che hanno numeri importanti e che, molto probabilmente, pagheranno per farsi gestire questo nuovo balzello, ma dei risvolti pratici di questa norma che penalizza soprattutto i piccoli blogger che, per lo pi√Ļ, considerano il blog come passatempo, tipo la sottoscritta.

Oggi stesso pertanto toglierò la possibilità di restare informati su ogni nuovo post lasciando la propria mail, poi eliminerò probabilmente la possibilità di commentare ed infine, salvo cambiamenti di direzione e normative facilitate previste dalla piattaforma che ospita il mio blog, credo che scriverò la parola fine al blog oscurandolo e poi eliminandolo.

La burocrazia vince.
La semplificazione rimane utopia.

L’hanno¬†fatto¬†in tanti¬†perch√©¬†dovrei esimermi dal fare un commento sulla proposta di matrimonio¬†pubblica¬†sul palco¬†dell’Arena¬†di Verona fatta da Fedez a Chiara Ferragni?
Ho¬†letto¬†sui social¬†numerose¬†critiche al fatto che una¬†cosa cos√¨ “privata” come una proposta di matrimonio sia stata fatta invece in modo cos√¨ pubblico e plateale.
Vi dico cosa ne penso.
Sono assolutamente convinta che Fedez abbia chiesto in privato a Chiara Ferragni di sposarlo, o forse l’avr√† fatto lei in altro¬†momento, in altro giorno, in altro luogo.¬†
Come in privato vivono certamente una parte della loro vita, fanno sesso e si dicono cose. 

Ma il loro lavoro è stare davanti alle persone, ai fans, indossando oggetti e capi sponsorizzati.

Quindi credo fosse inevitabile cercassero un luogo che desse estrema visibilit√† per annunciare il loro futuro matrimonio perch√© fa parte dei “personaggi” pubblici.¬†

La loro vita non è mai completamente privata e guadagnano proprio perché si espongono continuamente in pubblico. 

Quante volte noi scriviamo cose personali e private sui Social? 

Cose private che abbiamo sicuramente già festeggiato, metabolizzato o pianto in privato. 
Lo facciamo senza capi sponsorizzati e senza che qualcuno ci paghi per “apparire” eppure lo facciamo.¬†
Quindi la critica non ci sta secondo me. 

Critica poi che molto spesso arriva da chi sui social si localizza e si mostra a letto, in bagno, in spiaggia, in palestra, mentre si trucca, mentre fa colazione ecc. ecc.
Ognuno utilizza gli strumenti e il proprio vissuto e il proprio desiderio di condivisione personale per mostrarsi agli altri. 

E Fedez РFerragni non sono Rossi-Brambilla. 

Perché Rossi Brambilla non sapremmo chi sono e anche se si fossero giurati amore eterno appesi alla Tour Eiffel non ce ne saremmo accorti. 

E comunque Rossi che avesse chiesto alla signorina Brambilla di sposarlo invitando la suddetta signorina al ristorante e al¬†momento¬†del¬†dolce, si fosse inginocchiato porgendole l’anello, avrebbe avuto pure lui un pubblico e quindi il grado di¬†esibizionismo¬†sarebbe stato lo stesso,¬†proporzionato¬†al fatto di essere certamente meno famoso di Federico e Chiara.
Così come quello che la scorsa settimana ha chiesto alla sua lei di sposarlo uscendo da un pacco nel bel mezzo di un centro commerciale della mia città.
Quindi il “purch√© se ne¬†parli” spesso muove questi personaggi del gossip web, inutile fare i puristi scandalizzandoci per questa scena pubblica.
Invece quasi tutte abbiamo cliccato sul video per vedere come è andata. 
Ed è proprio su questo che loro avevano puntato per stupire e far parlare di se. 

E noi ne abbiamo parlato. 

Questi sono i meccanismi dei Social.

Lei non √® Cenerentola e lui non √® il Principe azzurro ma ci hanno fatto un po’ sognare la favola… o no?