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Credo di essermi rotta.

Come se qualcosa di robusto, tenuto insieme per tanti anni dalla sua tempra, si fosse spezzato e fosse stato riparato con qualche colla speciale per durare tanti anni ancora ma ormai nemmeno quella colla bastasse più a tenerne insieme i pezzi.

Credo di essere stata forgiata con il miglior materiale possibile e poi temprata con anni di autodisciplina per sopravvivere ad eventi e mancanze che mi hanno accompagnato da sempre.

Chiunque mi conosca può testimoniare la mia capacità di autosufficienza, organizzativa e interventista in ogni situazione, la mia capacità di dare aiuto quando serve, di essere forte al momento giusto.

Ecco mi sono stancata di essere forte, sono stanca di indossare il mio sorriso ogni giorno, quel sorriso che mi sono portata appresso anche quando di sorridere non avevo davvero voglia ma è quel sorriso che spesso ha fatto stare meglio qualcuno oppure ha fatto dimenticare qualche problema oppure ancora ha predisposto gli altri in modo positivo nei miei confronti.

Un sorriso che è il mio biglietto da visita ma che spesso ha mascherato il dolore, la paura, la tristezza.

Sono stanca, anche fisicamente, ma non solo fisicamente e sto qui seduta a chiedermi se ho mai incontrato nella mia vita qualcuno che potrebbe fare per me quello che ho fatto per gli altri a parte l’uomo che ha deciso di starmi a fianco e che conosce le mie debolezze.

Ho sempre dato di me l’impressione di una donna indipendente e infallibile, capace di qualunque cosa, ma dentro ho combattuto battaglie infinite, notti insonni, attacchi di panico, ogni tipo di paura.

So anche di non essere l’unica donna a comportarsi in questo modo, donne Alpha le chiamano, quelle determinate, quelle che hanno combattuto per affermarsi, sicure del loro valore, responsabili di ogni loro azione.

Credo ormai di aver usato tutto il carburante e di essere rimasta a secco nello sforzo di andare sempre a mille e non fare mai pesare i miei problemi sugli altri, perché chi è abituato ad aiutare sempre non ha mai imparato a chiedere aiuto.

Purtroppo tutti abbiamo bisogno di qualcuno, tutti abbiamo bisogno di aiuto.

Purtroppo gli altri, con i loro atteggiamenti, possono farci male, molto male, anche se non lo mostriamo quasi mai.

Credo che d’ora in poi permetterò alle persone di vedere le mie ferite e forse sarà visibile la mia vulnerabilità che ho sempre tenuto nascosta.

Non smetterò di aiutare gli altri e di essere forte, perché ormai è la mia vita, ma non permetterò più alle persone di ferirmi senza capire quanto male mi fanno e soprattutto mi allontanerò dalle persone che, nonostante abbiano vissuto il mio dolore perché io stessa più volte glielo ho mostrato, hanno fatto finta di nulla perché era più comodo così, perché era più comodo usarmi.

Cercherò un collante che mi rimetta insieme, che mi permetta di stare in piedi in modo autonomo ma contemporaneamente impedisca agli altri di spezzarmi ancora.

Me lo devo.

 

Oggi l’appiglio per parlare di donne violentate la fornisce una sentenza che parla di ubriachezza e mancata aggravante perché la donna violentata non è stata fatta ubriacare dal suo violentatore ma si è ubriacata autonomamente e quindi deve rispondere della sua stoltezza.

il solito “Se l’è cercata” 

Personalmente ritengo che il punto non sia il giudice che ha correttamente applicato la legge in questa sentenza, che il punto non sia il modo in cui è stata riportata la notizia dai media, come sempre in modo sensazionalistico ma spesso fuorviante.

Il problema è invece il fatto che si possano applicare aggravanti se uno ha fatto o non fatto ubriacare una donna e poi l’abbia violentata o se la donna abbia indossato la minigonna o un paio di jeans o se abbia gridato forte il suo NO e abbia o meno usato le unghie per difendersi.

Purtroppo si dovrebbe solo prendere in considerazione lo stupro come tale e punirlo con una pena molto alta e senza se o senza ma.

Questo è il mio pensiero. E invece c’è sempre il sottinteso “se l’è cercata”.

Se l’è cercata vestendosi in un certo modo o bevendo troppo. Non ne usciremo mai.

In giugno, complice anche la settimana di “detox social”, ho finalmente ricominciato a leggere come facevo una volta. Sono sempre stata una divoratrice di libri e solo il tempo perso sui social ha rallentato il tempo dedicato a questo hobby stupendo che è la lettura.
Alcuni di questi libri sono stati acquistati o scaricati sul mio fedele Kindle a seguito delle recensioni di @tegamini (Francesca Crescentini) attraverso la sua rubrica #LibriniTegamini che vi consiglio di seguire su instagram o sul suo blog  e che ringrazio per i continui ed interessanti spunti che ci regala.

Di seguito una breve recensione dei libri che ho letto che, come vedrete, sono quasi tutti del mio genere preferito: romanzo avventuroso, thriller.

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John Grisham è uno dei miei autori preferiti in assoluto quindi è veramente difficile che un suo libro non mi piaccia.

In questo libro si parla di furto di opere d’arte e di ricettazione. L’affascinante figura di Bruce Cable che ha una vera passione per i libri antichi e i manoscritti rari potrebbe nascondere nella sua libreria i manoscritti rubati? Una giovane scrittrice verrà “ingaggiata” per scoprirlo.
Libro che stranamente si allontana dalle storie a cui Grisham ci ha abituato. Meno incalzante ma più romanzato. Comunque piacevole.

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Ho letto il libro di Sara Gazzini, conosciuta sui social che giaceva da un po’ in attesa. Il libro parla di un gruppo di donne che si incontrano in un seminterrato e parlano delle loro esperienze come se fosse un incontro degli alcolisti anonimi. Una terapia di gruppo organizzata da una terapista che cerca di aiutare le 8 donne riunite perché anche la loro è una forma di dipendenza, quella degli incontri sui social, delle notifiche di whatsapp, degli amori sbagliati, dei cuori infranti.  Se frequentate i social vi basterà un attimo per immergervi nei loro pensieri ma anche se non li frequentate perché i problemi d’amore in fondo sono comuni a tutte… terapista compresa.

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Questo libro è tanto irreale quanto appassionante. Due sorelle e uno zio invalido vivono in una grande casa in apparente felicità occupandosi di giardinaggio e cucina.
Vivono isolati e da subito si capisce che sono ciò che resta di una famiglia quasi completamente sterminata durante un pranzo, alcuni anni prima, a causa di un avvelenamento collettivo.
L’ingresso nella storia e nella vita di queste tre persone di un cugino sconvolgerà la pace e porterà ad eventi sconvolgenti.
La descrizione dei luoghi e delle persone coinvolte è veramente appassionante e non smetterete di leggerlo fino all’epilogo finale.

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Premonizioni, avvertimenti che gli animali del bosco portano agli abitanti di questo paese che hanno una caratteristica comune: si sentono tutti scrittori. Così quando un editore entrerà in paese promettendo un premio letterario la vita del paese sarà sconvolta. Sarà forse che l’estraneo è il diavolo in persona?
Il libro si legge velocemente e ha il ritmo di un thriller.  Godibilissimo.

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Di nuovo Grisham. In questo libro tre studenti iscritti alla scuola di legge si ribellano al sistema e cercano di liberarsi dei debiti contratti per poter studiare in una scuola peraltro mediocre e con l’intento di smascherare la truffa che sta dietro a questi prestiti concessi agli studenti, decidono di non portare a termine gli studi e fingono di essere già avvocati abilitati. Ovviamente il loro cammino nella illegalità sarà complicato, molto rischioso e pieno di colpi di scena. Ce la faranno?
Da leggere tutto d’un fiato.

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Non leggete questo libro se avete paura delle streghe. Un intero paese è da secoli “prigioniero” di una maledizione. La strega che appare random lungo le strade o nelle case è ben conosciuta dagli abitanti del paese. Non si può parlare di lei, non si può allontanarsi dalla città, non si può far sapere agli estranei la storia della strega. Una tacita forma di rispetto per questo fenomeno soprannaturale che verrà sconvolto da azioni di disturbo perpetrate inizialmente da ragazzini del luogo che vogliono ribellarsi a queste imposizioni.
In un crescendo di avvenimenti e di orrore il lettore verrà portato verso la fine del libro e degli eventi trattenendo il respiro.
Se amate il genere vi assicuro che è strepitoso.

IMG_1172I personaggi di questo libro giallo, ambientato nel 1920, ruotano attorno alla morte improvvisa, violenta e misteriosa dell’infermiera Florence Nightingale e alle vicende della diciottenne Louisa Cannion che si butta giù dal treno in corsa per sfuggire a uno zio pericoloso che intende pagare i propri debiti offrendo i “servigi” della nipote a uomini privi di scrupoli. Louisa riesce a farsi assumere in una famiglia più che benestante come istitutrice e insieme a Guy della polizia ferroviaria, che l’ha soccorsa in stazione, cercherà di districare il complicato rebus legato all’assassinio avvenuto sul treno.
La storia è ispirata al vero omicidio mai risolto di Florence Nightingale.

Buona lettura.

Volevo parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore ma al quale spesso non si pensa, ovvero il dolore invisibile.

In questo momento non mi riferisco al dolore psicologico che merita un capitolo a parte e nemmeno al dolore di violenze domestiche che è tema molto delicato e che non posso trattare io (per fortuna).

Mi riferisco unicamente al dolore fisico.

Ci sono molte persone che convivono con il dolore fisico, perche hanno una malattia autoimmune oppure per malattie diverse più o meno gravi e non sempre, il loro dolore, può essere tenuto sotto controllo.

Questo non vuole essere un post di aiuto a queste persone perché purtroppo non ho nessuna soluzione per loro che non sia di rivolgersi ai medici di competenza per ogni patologia.
Questo post invece e diretto a chi fortunatamente questi problemi non ha perché possa comprendere alcuni concetti ed essere di aiuto e comprensione a chi invece convive con il dolore fisico.

Chi ha problemi cronici che gli causano dolore fisico vive una vita quasi normale, esce, fa spesa, va al lavoro, esce con gli amici, va in vacanza, fa viaggi ma con uno sforzo personale a volte insormontabile, ciò che per una persona comune è infatti normale per chi soffre di queste patologie molte attività quotidiane richiedono l’energia di scalare una montagna.
A volte assumono farmaci invasivi, che spesso modificano il loro corpo oppure sono poco tollerati creando effetti collaterali fastidiosi.

Queste persone avranno bisogno di momenti di riposo che risulteranno incomprensibili, non sempre riusciranno a fare attività fisica, una passeggiata, una sezione in palestra senza poi dover prendere una analgesico o recuperare con riposo forzato nei giorni successivi.
Queste persone hanno solo bisogno di comprensione e di aiuto ma spesso non lo chiederanno per vergogna o per riservatezza se non fate parte della loro vita quotidiana.

Quindi ricordate che il dolore non è un tatuaggio ne una luce che si accende in fronte, ma è un problema silente e invisibile. Non tutti hanno il lamento facile e potrebbero essere accanto a voi, lavorare con voi, viaggiare in autobus con voi essere in coda al supermercato senza che voi lo sappiate.

Quindi armatevi di pazienza e di comprensione per chiunque vi sembri diverso da voi perché potrebbe far parte della schiera innumerevole di vittime del dolore cronico.

Non sempre un sorriso stampato in volto significa felicità ma la cosa più comoda da indossare per nascondere il proprio difficile quotidiano.

 

 

 

 

Il disagio delle persone che frequentano i Social (di cui vi agevolo campionatura) è la presa in giro alla Ferragni solo perché posta due foto scrivendo “Always with me”

Da quella che la rimprovera per non essersi struccata la sera prima (ma davvero davvero??) a quelli che sostengono che il bambino sia sempre con la Baby Sitter a chi le fa la paternale perché mostra il figlio, a chi vorrebbe invece immagini del “vomitino” di Leo o immagini di Chiara mentre cambia un pannolino magari con la prova che Leo fa la cacca come tutti i bambini.
Ma davvero?! Ma davvero davvero?
Questa ragazza e circondata da parenti e certo può permettersi una baby sitter perché mai dovrebbe fare la vita che qualcuno vorrebbe lei vivesse?
Ovvero mostrarsi in vestaglia, sfatta, struccata, alle prese con il vomito e il pianto di suo figlio, magari anche in preda, perché no, di un po’ depressione post partum?
Beata lei se ha un aiuto, beata lei se ha un fisico che è tornato in forma in tempi incredibilmente brevi.
È ovvio che ci fa vedere i momenti migliori. Perché questa critica?
Perché infierire su una ragazza che ha la fortuna di potersi dedicare al suo lavoro senza annullarsi?
Tante battaglie sulla libertà della donna, contro la discriminazione che la donna subisce a causa della gravidanza, battaglie per dimostrare che la gravidanza non è una malattia e poi se qualcuna dimostra che la gravidanza non è una malattia, se hai la possibilità di essere aiutata, ecco che la stronchiamo.
Quanto livore, quanta tristezza.
Io non capisco. Davvero.

Chi approda per la prima volta su questa nuova versione del blog avrà già capito che qualcosa è cambiato.

Ho deciso di cambiare piattaforma passando da Blogger a WordPress che mi da più garanzie per gestire le normative privacy che ci stanno mettendo alla prova.

Questo blog non raccoglie dati particolari e non è un blog di tipo “commerciale” però occorre tutelarsi e quindi eccomi qui, a decidere se restare o cancellare il blog.

State sintonizzati…

 

Chi ha un sito web o un blog sa già di che cosa sto parlando, dell’ennesimo balzello imposto dalla Unione Europea relativamente alle norme sulla privacy.
Chi non sapesse invece di che cosa sto parlando può vedere la normativa sul sito del Garante cliccando sul link:
NORMATIVA GARANTE PRIVACY
oppure semplicemente digitando su Google “Privacy GDPR” e gli si aprirà un mondo, compreso – ma guarda un po’ – il business creato da questo obbligo,.

Ho passato anni alle prese con la normativa privacy nei rapporti fra aziende e dipendenti, e in questi giorni per chi ha un sito internet o anche solo un blog si pone il problema di adeguarsi alle nuove normative entro il 25 maggio prossimo per evitare pesanti sanzioni.
Normativa che è in evoluzione già da tempo, con l’obbligo di informativa relativamente ai cookies ecc.
Chi infatti non è capitato su un nuovo sito e ha cliccato su OK per chiudere quel banner fastidioso che impediva la lettura di un articolo senza però porsi il problema di che cosa stava approvando?
Ecco adesso le cose si fanno ancora più difficili.
Trovare una corretta modalità operativa è complicato, le istruzioni ci sono ma sono di difficile applicabilità, non tanto per certi soggetti che hanno numeri importanti e che, molto probabilmente, pagheranno per farsi gestire questo nuovo balzello, ma dei risvolti pratici di questa norma che penalizza soprattutto i piccoli blogger che, per lo più, considerano il blog come passatempo, tipo la sottoscritta.

Oggi stesso pertanto toglierò la possibilità di restare informati su ogni nuovo post lasciando la propria mail, poi eliminerò probabilmente la possibilità di commentare ed infine, salvo cambiamenti di direzione e normative facilitate previste dalla piattaforma che ospita il mio blog, credo che scriverò la parola fine al blog oscurandolo e poi eliminandolo.

La burocrazia vince.
La semplificazione rimane utopia.

L’hanno fatto in tanti perché dovrei esimermi dal fare un commento sulla proposta di matrimonio pubblica sul palco dell’Arena di Verona fatta da Fedez a Chiara Ferragni?
Ho letto sui social numerose critiche al fatto che una cosa così “privata” come una proposta di matrimonio sia stata fatta invece in modo così pubblico e plateale.
Vi dico cosa ne penso.
Sono assolutamente convinta che Fedez abbia chiesto in privato a Chiara Ferragni di sposarlo, o forse l’avrà fatto lei in altro momento, in altro giorno, in altro luogo
Come in privato vivono certamente una parte della loro vita, fanno sesso e si dicono cose. 

Ma il loro lavoro è stare davanti alle persone, ai fans, indossando oggetti e capi sponsorizzati.

Quindi credo fosse inevitabile cercassero un luogo che desse estrema visibilità per annunciare il loro futuro matrimonio perché fa parte dei “personaggi” pubblici. 

La loro vita non è mai completamente privata e guadagnano proprio perché si espongono continuamente in pubblico. 

Quante volte noi scriviamo cose personali e private sui Social? 

Cose private che abbiamo sicuramente già festeggiato, metabolizzato o pianto in privato. 
Lo facciamo senza capi sponsorizzati e senza che qualcuno ci paghi per “apparire” eppure lo facciamo. 
Quindi la critica non ci sta secondo me. 

Critica poi che molto spesso arriva da chi sui social si localizza e si mostra a letto, in bagno, in spiaggia, in palestra, mentre si trucca, mentre fa colazione ecc. ecc.
Ognuno utilizza gli strumenti e il proprio vissuto e il proprio desiderio di condivisione personale per mostrarsi agli altri. 

E Fedez – Ferragni non sono Rossi-Brambilla. 

Perché Rossi Brambilla non sapremmo chi sono e anche se si fossero giurati amore eterno appesi alla Tour Eiffel non ce ne saremmo accorti. 

E comunque Rossi che avesse chiesto alla signorina Brambilla di sposarlo invitando la suddetta signorina al ristorante e al momento del dolce, si fosse inginocchiato porgendole l’anello, avrebbe avuto pure lui un pubblico e quindi il grado di esibizionismo sarebbe stato lo stesso, proporzionato al fatto di essere certamente meno famoso di Federico e Chiara.
Così come quello che la scorsa settimana ha chiesto alla sua lei di sposarlo uscendo da un pacco nel bel mezzo di un centro commerciale della mia città.
Quindi il “purché se ne parli” spesso muove questi personaggi del gossip web, inutile fare i puristi scandalizzandoci per questa scena pubblica.
Invece quasi tutte abbiamo cliccato sul video per vedere come è andata. 
Ed è proprio su questo che loro avevano puntato per stupire e far parlare di se. 

E noi ne abbiamo parlato. 

Questi sono i meccanismi dei Social.

Lei non è Cenerentola e lui non è il Principe azzurro ma ci hanno fatto un po’ sognare la favola… o no?

Da Wikipedia
Premetto che questo blog ha l’unico scopo di raccogliere i miei pensieri e di condividerli con il mondo social accogliendo anche i commenti di chi desidera interagire nel mio salotto virtuale. 
Che molti blog hanno spazi pubblicitari (non ci vedo nulla di male) ma per scelta personale il mio non contiene alcuna pubblicità a pagamento nè banner di alcun genere.
Poiché ogni tanto qualcuno prova ad “accusarmi” di linkare articoli del mio blog su altri social (twitter o Facebook) a soli fini di raccogliere click per un guadagno pubblicitario. 
Vorrei rassicurare tali persone e ribadire che non guadagno nemmeno un centesimo da eventuali visite alle mie pagine. 
Detto questo, e vista la mia onestà intellettuale, accusarmi” di fare clickbaiting (pratica scorretta e truffaldina) è ridicolo ed è pure offensivo. 
Quindi nessuno provi a dire – e/o a scrivere – notizie false, tendenziose e non verificate solo per screditarmi perché sembra proprio un modo per diffamarmi gratuitamente. 
E a me proprio non sta bene. 
Ho concluso vostro onore. 

Nota: la persona che aveva insinuato facessi clickbaiting, ha letto questo post e si è scusata ammettendo di essere incorsa in errore. 

Premetto che, o per costituzione, o per metabolismo, o perché sono golosa, o perché la mia tiroide mi ha abbandonato anni fa o perché ho smesso di fumare o per tutti questi motivi,  è tutta la vita che lotto contro i chili di troppo, l’argomento pertanto è uno di quelli che ha accompagnato tutti i miei pasti.

Quello che vi dirò è ovviamente il mio parere e non un parere medico, ma ho visto abbastanza dietologi e nutrizionisti per essermi fatta una idea di quello che è bene o è male sull’argomento.
Sono innanzitutto contraria alle diete “fai da te” e a quelle diete che leggiamo sui giornali e che promettono in pochissimo tempo dimagrimenti da paura.
Solo i dimagrimenti costanti possono dare risultati duraturi nel tempo. Le varie diete del minestrone, iperproteiche, beveroni vari non possono sostituire l’alimentazione quotidiana, ma possono servire – se seguite per un tempo brevissimo – a perdere un paio di chili giusto per superare la fatidica “prova costume” quella che io da anni ho archiviato.
Ma se i chili da perdere sono tanti dovrete per forza farvi assistere da un professionista che vi controlli ad intervalli periodici (nulla come lo spauracchio di un controllo sulla bilancia convince a seguire la dieta…)
Muovere il metabolismo con una dieta diversa può essere salutare così come adottare un regime alimentare da seguire con costanza nel tempo.
Il rischio di fare diete varie una dietro l’altra rischia il cosiddetto effetto “jo-jo” quello in cui, come un elastico, dimagrite e ingrassate continuamente e il vostro corpo ogni volta fa più resistenza alla perdita di chili.
E mai dimenticare che le calorie si abbattono anche con il movimento, non eccessivo ma costante.
Un regime alimentare che si rispetti deve seguire alcune regole imprescindibili, quali ad esempio mescolare nello stesso pasto proteine, carboidrati, grassi nelle giuste proporzioni.
A seguito di alcune intolleranze mi sto sottoponendo ad un regime alimentare che prevede la elminazione per alcuni mesi di diversi alimenti, con successiva reintroduzione graduale.
La dieta che io faccio non è una dieta che tutti possono fare in modo identico perché ognuno avrà problemi diversi e diverse patologie da fronteggiare.
Il modo in cui certe intolleranze vengono ricercate vi confesso che sono – a mio esclusivo parere – un po’ empiriche, ma vero è che la abolizione di parecchie sostanze potenzialmente allergeniche non potrà che far bene e depurare l’organismo.
Alimenti eliminati 

Il frumento e ovviamente tutto ciò che lo contiene pane e pasta compresi
Il lievito (addio pizza) 
I latticini
La carne rossa e quella di maiale compresi i derivati (esclusi pertanto anche i salumi e anche il mio amato prosciutto di Parma)
Alcune verdure fra cui il cavolo, cipolle, porro, peperoni, pomodori, ravanelli, lattuga.
I funghi
Quasi tutti i legumi
Il burro
I crostacei, cozze e vongole
Alcuni tipo di frutta (melone, cocomera, pera, uva, arance, mandarini, ananas, banane, castagne)
Il vino e alcolici in genere e l’aceto
zucchero, cioccolato
additivi e conservanti
dado
Aglio, prezzemolo, pepe, peperoncino
So già che siete con gli occhi spalancati e non capite che cosa posso mangiare, quindi vado ad elencare.

Alimenti permessi
Il pesce (escluso crostacei – cozze e vongole)
Carni bianche (coniglio, pollo, tacchino, pecora) vitello, e carne di cavallo
Le verdure (salvo le esclusioni indicate sopra)
Patate e fagiolini (che non sono verdure)
La frutta (salvo le esclusioni indicate sopra e che devo mangiare come spezza-fame e non alla fine del pasto)
Mandorle, nocciole, semi di zucca e altri semi oleosi da utilizzare come spezza-fame o per condire le pietanze.
Olio come condimento
basilico, rosmarino, curcuma, salvia, timo 
Aceto di mele
Caprino stagionato o Pecorino (verificare che sia solo di latte di pecora) da grattare sulla pasta al posto del parmigiano.
Pasta di Kamut, orzo, avena, miglio, grano saraceno, orzo perlato, quinoa, riso basmati
Gallette di mais (a differenza di quelle di riso o farro ecc. che a mio parere somigliano a polistirolo) sono buonissime e possono essere utilizzate a colazione o in sostituzione del pane. Personalmente le spalmo di miele o di marmellata (della frutta consentita) senza zucchero, sono poco caloriche e saziano moltissimo.
Per dolcificare miele e zucchero di canna grezzo
Latte di avena, latte di mandorla.
Tisane, tè verde (pochissimi caffè)

Regole 
Vietati i fritti, le cotture solo al forno o in padella e alla griglia, nessuna infarinatura.
Non mischiare le verdure crude e quelle cotte.
A pranzo pasta o cereali consentiti (Kamut-mais-avena- ecc.) con verdure crude o cotte
un giorno la settimana si può sostituire la pasta con patate e fagiolini
A cena carne o pesce con verdure crude o cotte
Frutta a metà mattina e metà pomeriggio o 4/5 mandorle
Colazione con latte di mandorle o d’avena, gallette di mais, miele, marmellata senza zucchero
Se si mangiano le patate come contorno a pesce o carne nessun altro carboidrato è ammesso.

Vi assicuro che adottare questo regime alimentare non è stato complicato, occorre abituarsi ma bastano pochi giorni, inoltre eliminare completamente certi alimenti e il vino mi ha fatto calare di peso: circa 5 chili in 3 settimane.
Evidentemente ne avevo bisogno.
Certo mi manca bere un buon bicchiere di vino, mangiare un gelato o una brioche al bar, ma si può sopravvivere.
Ho scoperto che esistono moltissimi alimenti che possono sostituire quelli a cui siete abituati e le rinunce sono accettabili. Quasi tutti i supermercati hanno appositi scaffali con gli alimenti adatti a questo tipo di dieta, inoltre come saprete esistono negozi “bio” dove troverete tanti prodotti alternativi.
Non è sempre facile, uscire a pranzo o a cena diventa un po’ più difficile, occorre verificare in anticipo il tipo di menù che offre il ristorante per verificare che ci sia qualche alimento che potete mangiare. Nei ristoranti di pesce il problema non si pone proprio.
Mio marito che non è costretto a seguire questa dieta si è comune abituato ad alcune modifiche della sua e durante la settimana non beve vino, con la conseguenza che è dimagrito pure lui,
Insomma prendersi cura di noi è fondamentale e sento che, con questo regime alimentare, mi sto prendendo cura della mia persona.
Vi terrò aggiornata sui progressi.
Vado a mangiare una bella manciata di ciliegie…

Nota di aggiornamento:

Il regime alimentare mi ha permesso ad oggi (20 settembre) di perdere 12 chili.
Sono estremamente soddisfatta!