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Chi approda per la prima volta su questa nuova versione del blog avrà già capito che qualcosa è cambiato.

Ho deciso di cambiare piattaforma passando da Blogger a WordPress che mi da più garanzie per gestire le normative privacy che ci stanno mettendo alla prova.

Questo blog non raccoglie dati particolari e non è un blog di tipo “commerciale” però occorre tutelarsi e quindi eccomi qui, a decidere se restare o cancellare il blog.

State sintonizzati…

 

Chi ha un sito web o un blog sa già di che cosa sto parlando, dell’ennesimo balzello imposto dalla Unione Europea relativamente alle norme sulla privacy.
Chi non sapesse invece di che cosa sto parlando può vedere la normativa sul sito del Garante cliccando sul link:
NORMATIVA GARANTE PRIVACY
oppure semplicemente digitando su Google “Privacy GDPR” e gli si aprirà un mondo, compreso – ma guarda un po’ – il business creato da questo obbligo,.

Ho passato anni alle prese con la normativa privacy nei rapporti fra aziende e dipendenti, e in questi giorni per chi ha un sito internet o anche solo un blog si pone il problema di adeguarsi alle nuove normative entro il 25 maggio prossimo per evitare pesanti sanzioni.
Normativa che è in evoluzione già da tempo, con l’obbligo di informativa relativamente ai cookies ecc.
Chi infatti non è capitato su un nuovo sito e ha cliccato su OK per chiudere quel banner fastidioso che impediva la lettura di un articolo senza però porsi il problema di che cosa stava approvando?
Ecco adesso le cose si fanno ancora più difficili.
Trovare una corretta modalità operativa è complicato, le istruzioni ci sono ma sono di difficile applicabilità, non tanto per certi soggetti che hanno numeri importanti e che, molto probabilmente, pagheranno per farsi gestire questo nuovo balzello, ma dei risvolti pratici di questa norma che penalizza soprattutto i piccoli blogger che, per lo più, considerano il blog come passatempo, tipo la sottoscritta.

Oggi stesso pertanto toglierò la possibilità di restare informati su ogni nuovo post lasciando la propria mail, poi eliminerò probabilmente la possibilità di commentare ed infine, salvo cambiamenti di direzione e normative facilitate previste dalla piattaforma che ospita il mio blog, credo che scriverò la parola fine al blog oscurandolo e poi eliminandolo.

La burocrazia vince.
La semplificazione rimane utopia.

L’hanno fatto in tanti perché dovrei esimermi dal fare un commento sulla proposta di matrimonio pubblica sul palco dell’Arena di Verona fatta da Fedez a Chiara Ferragni?
Ho letto sui social numerose critiche al fatto che una cosa così “privata” come una proposta di matrimonio sia stata fatta invece in modo così pubblico e plateale.
Vi dico cosa ne penso.
Sono assolutamente convinta che Fedez abbia chiesto in privato a Chiara Ferragni di sposarlo, o forse l’avrà fatto lei in altro momento, in altro giorno, in altro luogo
Come in privato vivono certamente una parte della loro vita, fanno sesso e si dicono cose. 

Ma il loro lavoro è stare davanti alle persone, ai fans, indossando oggetti e capi sponsorizzati.

Quindi credo fosse inevitabile cercassero un luogo che desse estrema visibilità per annunciare il loro futuro matrimonio perché fa parte dei “personaggi” pubblici. 

La loro vita non è mai completamente privata e guadagnano proprio perché si espongono continuamente in pubblico. 

Quante volte noi scriviamo cose personali e private sui Social? 

Cose private che abbiamo sicuramente già festeggiato, metabolizzato o pianto in privato. 
Lo facciamo senza capi sponsorizzati e senza che qualcuno ci paghi per “apparire” eppure lo facciamo. 
Quindi la critica non ci sta secondo me. 

Critica poi che molto spesso arriva da chi sui social si localizza e si mostra a letto, in bagno, in spiaggia, in palestra, mentre si trucca, mentre fa colazione ecc. ecc.
Ognuno utilizza gli strumenti e il proprio vissuto e il proprio desiderio di condivisione personale per mostrarsi agli altri. 

E Fedez – Ferragni non sono Rossi-Brambilla. 

Perché Rossi Brambilla non sapremmo chi sono e anche se si fossero giurati amore eterno appesi alla Tour Eiffel non ce ne saremmo accorti. 

E comunque Rossi che avesse chiesto alla signorina Brambilla di sposarlo invitando la suddetta signorina al ristorante e al momento del dolce, si fosse inginocchiato porgendole l’anello, avrebbe avuto pure lui un pubblico e quindi il grado di esibizionismo sarebbe stato lo stesso, proporzionato al fatto di essere certamente meno famoso di Federico e Chiara.
Così come quello che la scorsa settimana ha chiesto alla sua lei di sposarlo uscendo da un pacco nel bel mezzo di un centro commerciale della mia città.
Quindi il “purché se ne parli” spesso muove questi personaggi del gossip web, inutile fare i puristi scandalizzandoci per questa scena pubblica.
Invece quasi tutte abbiamo cliccato sul video per vedere come è andata. 
Ed è proprio su questo che loro avevano puntato per stupire e far parlare di se. 

E noi ne abbiamo parlato. 

Questi sono i meccanismi dei Social.

Lei non è Cenerentola e lui non è il Principe azzurro ma ci hanno fatto un po’ sognare la favola… o no?

Da Wikipedia
Premetto che questo blog ha l’unico scopo di raccogliere i miei pensieri e di condividerli con il mondo social accogliendo anche i commenti di chi desidera interagire nel mio salotto virtuale. 
Che molti blog hanno spazi pubblicitari (non ci vedo nulla di male) ma per scelta personale il mio non contiene alcuna pubblicità a pagamento nè banner di alcun genere.
Poiché ogni tanto qualcuno prova ad “accusarmi” di linkare articoli del mio blog su altri social (twitter o Facebook) a soli fini di raccogliere click per un guadagno pubblicitario. 
Vorrei rassicurare tali persone e ribadire che non guadagno nemmeno un centesimo da eventuali visite alle mie pagine. 
Detto questo, e vista la mia onestà intellettuale, accusarmi” di fare clickbaiting (pratica scorretta e truffaldina) è ridicolo ed è pure offensivo. 
Quindi nessuno provi a dire – e/o a scrivere – notizie false, tendenziose e non verificate solo per screditarmi perché sembra proprio un modo per diffamarmi gratuitamente. 
E a me proprio non sta bene. 
Ho concluso vostro onore. 

Nota: la persona che aveva insinuato facessi clickbaiting, ha letto questo post e si è scusata ammettendo di essere incorsa in errore. 

Premetto che, o per costituzione, o per metabolismo, o perché sono golosa, o perché la mia tiroide mi ha abbandonato anni fa o perché ho smesso di fumare o per tutti questi motivi,  è tutta la vita che lotto contro i chili di troppo, l’argomento pertanto è uno di quelli che ha accompagnato tutti i miei pasti.

Quello che vi dirò è ovviamente il mio parere e non un parere medico, ma ho visto abbastanza dietologi e nutrizionisti per essermi fatta una idea di quello che è bene o è male sull’argomento.
Sono innanzitutto contraria alle diete “fai da te” e a quelle diete che leggiamo sui giornali e che promettono in pochissimo tempo dimagrimenti da paura.
Solo i dimagrimenti costanti possono dare risultati duraturi nel tempo. Le varie diete del minestrone, iperproteiche, beveroni vari non possono sostituire l’alimentazione quotidiana, ma possono servire – se seguite per un tempo brevissimo – a perdere un paio di chili giusto per superare la fatidica “prova costume” quella che io da anni ho archiviato.
Ma se i chili da perdere sono tanti dovrete per forza farvi assistere da un professionista che vi controlli ad intervalli periodici (nulla come lo spauracchio di un controllo sulla bilancia convince a seguire la dieta…)
Muovere il metabolismo con una dieta diversa può essere salutare così come adottare un regime alimentare da seguire con costanza nel tempo.
Il rischio di fare diete varie una dietro l’altra rischia il cosiddetto effetto “jo-jo” quello in cui, come un elastico, dimagrite e ingrassate continuamente e il vostro corpo ogni volta fa più resistenza alla perdita di chili.
E mai dimenticare che le calorie si abbattono anche con il movimento, non eccessivo ma costante.
Un regime alimentare che si rispetti deve seguire alcune regole imprescindibili, quali ad esempio mescolare nello stesso pasto proteine, carboidrati, grassi nelle giuste proporzioni.
A seguito di alcune intolleranze mi sto sottoponendo ad un regime alimentare che prevede la elminazione per alcuni mesi di diversi alimenti, con successiva reintroduzione graduale.
La dieta che io faccio non è una dieta che tutti possono fare in modo identico perché ognuno avrà problemi diversi e diverse patologie da fronteggiare.
Il modo in cui certe intolleranze vengono ricercate vi confesso che sono – a mio esclusivo parere – un po’ empiriche, ma vero è che la abolizione di parecchie sostanze potenzialmente allergeniche non potrà che far bene e depurare l’organismo.
Alimenti eliminati 

Il frumento e ovviamente tutto ciò che lo contiene pane e pasta compresi
Il lievito (addio pizza) 
I latticini
La carne rossa e quella di maiale compresi i derivati (esclusi pertanto anche i salumi e anche il mio amato prosciutto di Parma)
Alcune verdure fra cui il cavolo, cipolle, porro, peperoni, pomodori, ravanelli, lattuga.
I funghi
Quasi tutti i legumi
Il burro
I crostacei, cozze e vongole
Alcuni tipo di frutta (melone, cocomera, pera, uva, arance, mandarini, ananas, banane, castagne)
Il vino e alcolici in genere e l’aceto
zucchero, cioccolato
additivi e conservanti
dado
Aglio, prezzemolo, pepe, peperoncino
So già che siete con gli occhi spalancati e non capite che cosa posso mangiare, quindi vado ad elencare.

Alimenti permessi
Il pesce (escluso crostacei – cozze e vongole)
Carni bianche (coniglio, pollo, tacchino, pecora) vitello, e carne di cavallo
Le verdure (salvo le esclusioni indicate sopra)
Patate e fagiolini (che non sono verdure)
La frutta (salvo le esclusioni indicate sopra e che devo mangiare come spezza-fame e non alla fine del pasto)
Mandorle, nocciole, semi di zucca e altri semi oleosi da utilizzare come spezza-fame o per condire le pietanze.
Olio come condimento
basilico, rosmarino, curcuma, salvia, timo 
Aceto di mele
Caprino stagionato o Pecorino (verificare che sia solo di latte di pecora) da grattare sulla pasta al posto del parmigiano.
Pasta di Kamut, orzo, avena, miglio, grano saraceno, orzo perlato, quinoa, riso basmati
Gallette di mais (a differenza di quelle di riso o farro ecc. che a mio parere somigliano a polistirolo) sono buonissime e possono essere utilizzate a colazione o in sostituzione del pane. Personalmente le spalmo di miele o di marmellata (della frutta consentita) senza zucchero, sono poco caloriche e saziano moltissimo.
Per dolcificare miele e zucchero di canna grezzo
Latte di avena, latte di mandorla.
Tisane, tè verde (pochissimi caffè)

Regole 
Vietati i fritti, le cotture solo al forno o in padella e alla griglia, nessuna infarinatura.
Non mischiare le verdure crude e quelle cotte.
A pranzo pasta o cereali consentiti (Kamut-mais-avena- ecc.) con verdure crude o cotte
un giorno la settimana si può sostituire la pasta con patate e fagiolini
A cena carne o pesce con verdure crude o cotte
Frutta a metà mattina e metà pomeriggio o 4/5 mandorle
Colazione con latte di mandorle o d’avena, gallette di mais, miele, marmellata senza zucchero
Se si mangiano le patate come contorno a pesce o carne nessun altro carboidrato è ammesso.

Vi assicuro che adottare questo regime alimentare non è stato complicato, occorre abituarsi ma bastano pochi giorni, inoltre eliminare completamente certi alimenti e il vino mi ha fatto calare di peso: circa 5 chili in 3 settimane.
Evidentemente ne avevo bisogno.
Certo mi manca bere un buon bicchiere di vino, mangiare un gelato o una brioche al bar, ma si può sopravvivere.
Ho scoperto che esistono moltissimi alimenti che possono sostituire quelli a cui siete abituati e le rinunce sono accettabili. Quasi tutti i supermercati hanno appositi scaffali con gli alimenti adatti a questo tipo di dieta, inoltre come saprete esistono negozi “bio” dove troverete tanti prodotti alternativi.
Non è sempre facile, uscire a pranzo o a cena diventa un po’ più difficile, occorre verificare in anticipo il tipo di menù che offre il ristorante per verificare che ci sia qualche alimento che potete mangiare. Nei ristoranti di pesce il problema non si pone proprio.
Mio marito che non è costretto a seguire questa dieta si è comune abituato ad alcune modifiche della sua e durante la settimana non beve vino, con la conseguenza che è dimagrito pure lui,
Insomma prendersi cura di noi è fondamentale e sento che, con questo regime alimentare, mi sto prendendo cura della mia persona.
Vi terrò aggiornata sui progressi.
Vado a mangiare una bella manciata di ciliegie…

Nota di aggiornamento:

Il regime alimentare mi ha permesso ad oggi (20 settembre) di perdere 12 chili.
Sono estremamente soddisfatta!



I Twitter Awards di Bologna muniti di hashtag #TA14 sono sbarcati a Bologna, città troppo vicina per non andare.
Accoglienza stupenda, amici virtuali che mi pareva di conoscere da sempre. Semplicità, sorrisi… e tanta, tanta mortadella!
Ho incontrato finalmente Rudy Bandiera che mi era “sfuggito” alla Festa della Rete di Rimini  Luca Conti che pur essendo un concittadino non conoscevo, “Skande” intento a documentare si spostava qui e là velocissimo e imprendibile, Gagliardini dietro le quinte e sul palco, Davide Licordari che avevo già incontrato al Trasimeno.
Seduta con il marito in pole-position, mi sono goduta la gente che arrivava.
Un Rudy Zerbi di passaggio preso al volo per qualche foto e con il suo “…dov’è Lady Zeta che la voglio salutare…” mi ha fatto sorridere felice. Una Selvaggia Lucarelli disponibile a foto, autografi, selfie e dal vero decisamente più fine e carina che in TV.
Abbracci con amici di Twitter già conosciuti e nuovi sorrisi a chi incontravo per la prima volta.
Un gruppetto di anziani che non avevano evidentemente lavori stradali da osservare e che nonostante i pochissimi posti a disposizione, per lo più riservati, si sono seduti comunque ad assistere a qualcosa che di sicuro non hanno capito cosa fosse.
Il tempo clemente che ha squarciato il cielo d’azzurro giusto il tempo delle premiazioni e poi purtroppo la pioggia ha infastidito il nostro dopo premio.
Le vittorie tra le tante di alcuni “amici di Twitter” @StellaStrala come categoria Fashion @lddio Migloir Fake/Parodia @IlBrillante Miglior Uomo e @ZiaCoca Miglior Donna.
Ma l’elenco completo dei vincitori lo trovate qui.
La difficoltà di muoverci in tanti e trovare una location per l’aperitivo improvvisato sotto ombrelloni troppo piccoli per impedire alla pioggia di bagnarci.
I saluti frettolosi e gli arrivederci a presto.
Lo strascico di polemica per la contemporaneità di una raccolta di voti parallela “Il Twitter che odia” #TCOA14 che ha cercato di costituire elemento di disturbo su twitter e che è stato naturalmente seguitissimo.
Molti utenti in vista sono odiati, qualcuno sta antipatico pure a me, e mai come in questi giorni si sono rese evidenti le varie “correnti” che popolano Twitter.
Personalmente ritengo che qualunque iniziativa capace di creare seguito e simpatia nel limite dell’educazione, sia benvenuta su Twitter, in questo caso trovo che la scelta di alcuni “premi di odio” fossero un po’ pesanti, ma si sa io sono una Lady poco avvezza ad odiare.
A qualcuno degli odiati direi prendetela con filosofia, si tratta solo di Twitter e a qualcuno degli odiatori direi di fare attenzione a non farla sembrare una ripicca da esclusi, da asilo infantile e da gne gne gne, si tratta solo di Twitter…. poi fate voi.
A tutti mi permetto di dire che Twitter è una piazza virtuale, composta da persone con caratteristiche, esperienze, caratteri, sensibilità diverse. A questo dobbiamo rapportarci, a persone, non a burattini o a sagome di carta da utilizzare come birilli.
Credo che l’importanza di una persona e la relativa autostima non siano una manciata di follower o un premio vinto. Questo mondo è aleatorio, basta un attimo e non sei più nessuno ma semplicemente perché non sei “nessuno” senza il tuo vissuto al di fuori dei social.
Le sfide della vita sono altre e non sono certo diventare twitstar, questa visibilità è interessante solo se è complementare a qualcos’altro ad un lavoro nel mondo del Web, all’informazione, al giornalismo, allo spettacolo.
Tutto i resto senza lo spirito del divertimento e dello svago è disagio per noi e per gli altri.
Vi lascio un po’ di foto del pomeriggio e sappiano gli organizzatori che qualche idea per migliorare la manifestazione in vista di un TA15 io l’avrei…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un argomento che mi sta particolarmente a cuore è quello delle persone manipolatrici capaci di fare un danno notevole a soggetti predisposti a farsi manipolare.
Queste persone agiscono con scientifica precisione per il proprio interesse segnando, spesso in modo indelebile, le personalità altrui.
Purtroppo il manipolatore è molto abile, sarà capace di slanci di affetto totale e avvolgente salvo poi, in modo capriccioso, togliere questo affetto nel peggiore dei modi, improvvisamente e incolpando il soggetto stesso di questo cambiamento repentino, insinuando il senso di colpa, negandosi e lasciando la vittima disorientata e incapace di reazione in preda unicamente al pensiero fisso di come riconquistare l’affetto negato.
Il manipolatore farà il vuoto attorno alla sua vittima, criticando qualunque persona che non rientra fra i suoi canoni di interesse. Spianerà la propria strada come un caterpillar travolgendo qualunque individuo che voglia contrastarlo, minando la sua credibilità spesso con la menzogna.
Passerà alternativamente dall’amore più dolce alla cattiveria più sottile in base alla situazione e al momento. Userà il lamento per cercare attenzione e per insinuare il senso di colpa nel soggetto manipolato.
Con comportamenti Macchiavellici accumulerà mattone su mattone chiudendo in una torre isolata il soggetto vittima.
Il manipolatore all’esterno sarà spesso una figura molto piacevole, gentile, insinuante e preziosa agli occhi altrui, tanto che il soggetto vampirizzato non sarà probabilmente creduto se osasse insinuare che il manipolatore non sia poi questo angelo meraviglioso che appare all’esterno. 
Il manipolatore infatti usa armi spesso molto subdole toccando il soggetto manipolato nei suoi punti più deboli.
Nel quotidiano quindi, quando incontriamo qualcuno che tenta di manipolarci, parlandoci male di tutti, allontanandoci dagli altri, diventando il cardine del nostro quotidiano,  facciamo attenzione e pensiamo se davvero vogliamo cadere vittima di questo morso doloroso e vampirizzante.
Scendendo nel patologico, perché il manipolatore possa fare un danno esagerato occorre che il rapporto fra manipolatore e manipolato sia molto stretto.
Ecco perché problemi di questo tipo si riscontrano frequentemente fra genitori e figli e nella coppia.
Se nella manipolazione fra partner una speranza di salvezza senza troppi danni in genere c’è – salvo i casi di vittima/carnefice che ogni giorno ci balzano agli occhi nelle notizie di cronaca – la manipolazione affettiva che avviene in età infantile non è aggirabile. 
Il bambino non si rende conto di essere manipolato e ne subirà il danno maggiore.

Una madre manipolatrice per esempio diventerà indispensabile e insegnerà al figlio che dovrà risarcirla in eterno per il bene che lei gli sta dando, per i sacrifici che sta facendo per lui, per il pesante lavoro che le tocca minando e sminuendo il ruolo maschile.
Una madre manipolatrice guiderà i desideri e le aspirazioni dei propri figli sostituendosi ad essi in qualunque decisione della vita, rendendoli di fatto incapaci di decidere in autonomia, di sviluppare autostima e di crearsi una vita indipendente e matura.
E anche in età adulta i figli saranno dipendenti spesso da questa madre così importante e invasiva.
Il soggetto colpito sarà infatti bisognoso della sua guida a vita salvo che non si ribelli a questo comportamento. La ribellione e il distacco, unica arma contro la madre manipolatrice, possono aiutare la vittima ma, in base al momento in cui il distacco avviene, il danno sarà comunque importante. 
Inoltre, come tutti sappiamo, il distacco da un genitore difficilmente può essere totale e i sensi di colpa conseguenti rischiano di lacerare il soggetto in modo devastante.
Più ci si rende conto in anticipo che esiste questo rapporto malato e più facilmente si troverà una strada per “salvarsi”.
Spesso la consapevolezza del problema, il rafforzamento dell’autostima, l’autoaccudimento e la forza di mettersi in gioco ribaltando tutto quello che il manipolatore ha inculcato, spianano la strada verso la guarigione e la ritrovata autonomia.
Il manipolatore che vedrà sfuggire la sua vittima non cederà senza inasprire i propri comportamenti, ma è proprio guardandolo con occhi diversi che si potrà arginare questo veleno intossicante.
Concludo ricordandovi che il manipolatore avrà forgiato la propria personalità a sua volta attraverso le esperienze che ha vissuto in età infantile. Potrebbe essere stato a sua volta vittima di altre manipolazioni o affetti malati. Non è una giustificazione ma può aiutare a comprendere che non lo cambieremo, dovremo solo prenderne le distanze. Il prima possibile. 
Nota:
Non sono entrata volutamente nella “manipolazione affettiva fra partner” vi copio un link che ho trovato interessante e di cui utilizzo la simpatica foto “segnaletica” per questo post.

Vorrei fare un commento, su quello che ho letto nei social, relativamente all’incidente occorso a Fiorello un paio di giorni fa.
Fra gli auguri e i commenti preoccupati ho letto cose inenarrabili, maleducazione dilagante e offese.
Credo che questi sfoghi della gente siano frustrazioni vomitate ovunque capiti.

Si è detto: 
Se Fiorello non fosse famoso avremmo condannato l’episodio
Ci si informa della salute di Fiorello e non del poveretto che ha investito.
Io vi dico cosa penso.
Se Fiorello non fosse famoso non saremmo qui a parlarne perché non l’avrebbe saputo nessuno.
Se Fiorello non fosse famoso non ci sarebbero fans che gli augurano pronta guarigione.
Perché mai dovremmo condannare l’episodio? E’ un incidente non una rapina.
Fiorello non è un serial killer, ha avuto una distrazione che gli è costata cara, ma non ha investito apposta il tizio che attraversava la strada.
Ci sono tizi che attraversano la strada senza guardare quello che fanno (e non sarà questo il caso) ma ho visto ieri uno che attraversava sulle strisce leggendo il giornale e pensando quindi di indossare il mantello dell’invincibilità.
Personalmente, da quando mio nonno è stato investito in un analogo episodio, me ne guardo bene dall’attraversare senza accertarmi che scooter o biciclette non stiano superando la fila.
La figlia dell’investito prontamente intervistata dalla D’Urso (lanciata in picchiata su ogni notizia che può movimentare la sua trasmissione e alla ricerca perenne di testimoni, amici e parenti dei testimoni) pensate veramente sarebbe stata così gentile e conciliante se l’investitore non fosse stato il famoso e conosciuto Fiorello?
Fiorello si è fatto male. Seriamente. Perché non dovremmo informarci sulla sua salute?
Fiorello è gentile, simpatico ed è entrato nel cuore di tutti. Forse è questo che urta i detrattori e li fa scatenare con la cattiveria. Per sminuirlo, per sentirsi migliori di lui. 
Fiorello si è preoccupato della salute dell’investito non è scappato. Ditemi cosa doveva fare di diverso?
Fiorello e Mario (grazie D’Urso per averci detto come si chiama) avevano un destino che li univa quel giorno. Dovevano incontrarsi, anzi scontrarsi (battuta scontata).
Concludo dicendo che nessuno – famoso o meno – merita commenti così velenosi come ho letto in questi giorni sui social e che parecchia gente dovrebbe vergognarsi.
E a Fiorello dico che essere famosi è anche questo, fans e detrattori. Persone amichevoli, qualche lecchino e critiche a volte pesanti.
E gli dico soprattutto GUARISCI PRESTO e salutaci Mario che purtroppo ne avrà per tanto e so già che ti senti in colpa ma il destino aveva scelto te per questa parte di cammino della vostra vita.

 

In questi giorni ho avuto modo di riflettere su quanto sia forte il giudizio delle persone sui social.
I social sono libertà, la possibilità di dire quello che pensiamo.
Vero.
Aggiungerei nel limite della decenza e del rispetto delle persone (purtroppo pratica disattesa da tanti).
I social sono libertà e quindi anche libertà di critica e di giudizio.
La libertà passa attraverso la critica e il giudizio degli altri.
Tutti critichiamo in base al nostro metro di giudizio.
Io stessa sto emettendo un giudizio in questo momento.
Per esercitare il mio diritto di libertà oggi emetto un giudizio e penso che le critiche su “chi fa cosa” che ho letto in questi giorni siano assurde.
Questa cosa che le persone vengano giudicate in base ai programmi televisivi che commentano mi lascia perplessa. Che metro di giudizio usate per valutare l’intelligenza?
Leggo di “spessore” di “stile di vita” di “basi” e penso che sia una visione distorta del luogo/social che porta a pensare che c’è un traguardo, una vittoria, un riscatto personale.
Io non credo sia così.
Veramente pensate che per mostrare la mia intelligenza e per dare una buona impressione di me dovrei mettermi a parlare di diritto del lavoro senza divagare con sciocchezze?
Mentre commento Sanremo, il Grande Fratello, Masterchef o XFactor posso essere giudicata senza “spessore”come sento dire da alcuni a chi commenta questi programmi televisivi? Spessore è invece twittare del film “la Grande Bellezza” solo perché ha vinto l’Oscar? Spessore è parlare continuamente di politica?
Ma veramente pensate che l’intelligenza si misuri leggendo i commenti al programma di Briatore che crede di essere un genio imprenditoriale? O ascoltando il disagio umano che apre o chiude le buste da Maria de Fililppi? Io rido guardando questo. Mi diverto. Scarico le tensioni della giornata.
I social sono la chiacchiera al bar, lo scorrere i quotidiani, il guardare il tiggi, il commentare ciò che si vede, lo scambio di battute.
Sapete cosa penso che facciamo davanti a certi programmi TV? Facciamo caricature.
Come se ci mettessimo con un foglio davanti a disegnare la realtà distorta e le caratteristiche buffe delle persone davanti a noi. E qualcuno è davvero bravo a fare queste caricature e a strapparci sorrisi.
I commenti sui programmi televisivi sono CARICATURE, il mostrare il lato ridicolo delle persone che per mestiere si espongono al giudizio del pubblico.
Tutto ciò che è nei limiti dell’educazione secondo me è concesso.
E se proprio vogliamo dare un giudizio consideriamo che non tutti sono pieni di contenuti, scrittori, umoristi, ma ognuno ha diritto di dire quello che pensa.
Libertà ricordate? Libertà quindi anche di scegliere chi seguire, di scegliere chi leggere e chi no.
Libertà è creare liste su twitter in cui inserire persone simili per contenuti da leggere quando mi va di sapere di politica, di informazione, di emozioni, di poesia, di satira.
Allora il mio giudizio è: relax, libertà di non aprire i social se la serata è a senso unico, libertà di rendere muto un hashtag per non leggere i commenti su quel programma televisivo, libertà di criticare chi giudica, libertà di giudicare.
E ho chiuso il cerchio.

Argomenti correlati del blog: Seguiamo insieme i programmi TV

Da Wikipedia

Dico a te uomo che hai probabilmente avuto una famiglia affettuosa, che non ti ha fatto mancare nulla, che ha fatto sacrifici perché tu avessi tutto, o comunque tutto quello che avevano gli altri bambini.
Una madre che, nel limite del possibile ti ha sempre accontentato, un padre orgoglioso dei tuoi voti a scuola.
Tu che probabilmente hai avuto la macchina appena presa la patente.
Tu che hai studiato e forse ti sei anche laureato.
Tu che hai tanti amici e ti è sempre piaciuto stare in compagnia.
Tu che hai avuto anche tante ragazze e forse con qualcuna ti sei accompagnato e poi lasciato anche più volte perché insomma, l’uscire con gli amici era più importante e legarti ti faceva un po’ pensare.
Dico a te che forse l’idea di sposarti ti spaventa troppo, così continui a stare con ragazze nuove che ti possano stimolare… per un po’, finché loro non ti chiedono di più, un impegno, un futuro concreto.
Oppure forse hai trovato quella che ti andava bene, avete deciso di sposarvi. E ci credevi. Ci credevi davvero.
Dico a te che hai una casa e una moglie ma tornare a mangiare dalla mamma è sempre una bella cosa.
Dico a te che un giorno ti sei un po’ spaventato quando tua moglie ha cominciato a parlare di avere un figlio, la responsabilità ti faceva un po’ paura ma poi hai pensato che sarebbe stato bello uscire con tuo figlio e condividere con lui il tuo hobby preferito (perché naturalmente sarebbe stato un maschio).
Dico a te che, una volta nato il figlio e passato il primo momento di grande entusiasmo ti sei un po’ scocciato se dovevi alzarti la notte, oppure perché tua moglie era sempre affannata e non potevate uscire più come prima e poi alzarsi presto la domenica e non poter più poltrire e magari dover pure andare a fare spesa qualche volta perché tua moglie doveva badare al bambino.
Dico a te che passando a trovare la mamma ti lamenti di quanto tua moglie ti obbliga a fare cose, tu che sei tanto stanco e che in fondo lavori e, uffa, devi pur riposare. E sei così bravo a raccontare il tuo star male che la mamma forse ti da tragicamente ragione.
Dico a te che sei arrivato a fare discussioni infinite e che in fondo la collega o la tua vecchia amica sì, che loro sanno capirti e ascoltarti. Non tua moglie tutta presa da mille impegni di casa e di figlio.
E poi un bel giorno hai deciso che era un tuo diritto divertirti e non hai avuto problemi a trovare qualcuna che ti aiutasse nell’impresa, sei così simpatico.
Qualcuna che spera che prima o poi ti separerai da quella moglie cattiva e rompipalle che ti tarpa così tanto le ali.
Dico a te, che forse il copione non è proprio questo, ma qualcosa di simile o con qualche variante, qualche  differenza ma la storia della tua vita si incasella in un meccanismo simile.
Dico a te, eterno Peter Pan, che hai sempre pensato che star bene fosse un tuo diritto, perché in fondo il mondo gira intorno a te e non capisci perché gli altri ti facciano così tante storie.
Ti piace recitare ruoli dove tu sei l’eroe e immagini meravigliosi scenari in cui coinvolgi la bella di turno che non può che essere affascinata da te. E ti ama finché non capisce che il tuo mondo, quello che descrivi, non esiste.
Dico a te che, dopo tutto questo peregrinare, continui ad essere insoddisfatto perché non riesci a trovare la tua vera dimensione, perché forse anche l’amica/collega/amante pretende da te chiarezza, e tu in fondo le dedichi già un sacco di tempo.
Dico a te che soddisfatto non sarai mai e crescerai (anzi no crescerai è una parola che non conosci) che invecchierai senza aver capito che crescere vuol dire staccarsi dalla famiglia di origine, prendersi delle responsabilità e diventare uomo.
Dico a te che non conosco ma che so che sei da qualche parte e ti riconoscerai in queste parole.
Oppure ti riconoscerà tua moglie o la tua collega o l’amica o l’amante.
Perché io so che ci sei, l’ho letto nelle parole scritte e nelle frasi raccontate in giro da donne che, sicuramente non saranno perfette, ma hanno dovuto comunque farsi carico anche della tua adolescenza mai superata.
La vita non è così che funziona, non è così che dovrebbe andare, ma è così che, senza crescere mai, porti avanti i tuoi giorni.
Non esiste il mondo che tu pensi, quello dove tutto è bello e non devi prendere decisioni ed essere responsabile. 
Non esiste il mondo delle fiabe, quello dove vissero tutti felici e contenti…. sull’isola che non c’è.