Categoria: Web


Indipendentemente dai personaggi coinvolti (non mi addentro nemmeno per idea in un discorso politico non è lo scopo di questo post)  ho fatto una riflessione che voglio condividere con voi.
Come ormai saprete la Isoardi ha pubblicato una foto mentre stira una camicia, che ovviamente tutti hanno identificato come di Salvini, da qui le proteste:
“Anni di lotta femminista buttata al vento …”
“Così si riduce una donna…”
E altre cose sul tema.

La risposta della Lucarelli (nota fomentatrice di rivolte web) è stata pubblicare una foto del suo fidanzato che stira con la seguente didascalia:
“Ciao Isoardi, guarda il 2018!”

Ora io dico: ma davvero dobbiamo scomodare il femminismo?
Pensiamo veramente che queste immagini parlino di femminismo!?
Ad un primo sguardo vi confesso che la foto della Isoardi mi ha fatto pensare ad una pubblicità occulta della “caldaietta” della  Rowenta (che vi assicuro funziona benissimo visto che ne ho una uguale) poi al tentativo di un personaggio della TV di mostrare il proprio lato casalingo per compiacere i follower.
Mentre la foto del fidanzato della Lucarelli che stira un capo a fiori (quindi della stessa Selvaggia?) mi è parso di una tristezza infinita della serie ‘Guarda come ti sottometto l’uomo”
In entrambi i casi le due fanciulle volevano far parlare di se e mi pare ci siano riuscite benissimo.

Ma se proprio vogliamo parlare di femminismo:
Ma davvero è una infamia stirare una camicia al proprio compagno?
Davvero leghiamo l’emancipazione femminile al chi stira o a chi fa i lavori di casa?
E poi pensiamo veramente che la libertà della donna sia sottrarsi ai lavori domestici?
E pensare che la mia emancipazione passa attraverso l’essere autonoma in tutto, compreso guidare qualunque auto, anche sportiva (spero per la gioia e non il disappunto di mio marito),
nel gestirmi l’impianto di irrigazione, quello d’allarme, i device senza bisogno di giardinieri, tecnici, gestori telefonici.
e altre cose simili…

I nostri compagni, mariti, fidanzati, devono contribuire all’andamento della quotidianità (casa, spesa, figli) ma non perché glielo chiediamo e li fotografiamo mentre lo fanno ma perché è giusto così e non importa la misura o i compiti che ci dividiamo ma la qualità del tempo che ci dedichiamo l’un l’altro per renderci la vita migliore senza bisogno che uno stabilisca all’altro le liste delle cose da fare.
Questo è amore non femminismo.

Mi viene da esprimere il mio pensiero dopo l’ennesimo attacco ad un VIP sui social.
Era già toccato a Fiorello a Gerry Scotti a Rudy Zerbi a Fedez a Mentana e tanti altri (qualcuno ha pure cancellato l’account su Twitter)
Ora è toccato a Morandi.
Premessa:
Morandi ha un seguito impressionante 
135.000 seguaci su Instagram con una media di 5/6.000 like a foto; 
Oltre 2.000.000 di seguaci sulla pagina facebook con post che raggiungono anche i 90.000 like e 5/6mila commenti, commenti ai quali viene risposto quasi sempre uno ad uno…
Premesso questo, scoppia uno scandalo (!?) perché viene postata una foto su instagram con “mettila verso le 13 o 14” (chiunque l’abbia postata è stato vittima, come spesso succede, di un copia-incolla non controllato) facendo intuire che qualcuno gestisca il profilo di Morandi o quanto meno lui invii a qualcuno le sue foto per la programmazione di pubblicazione e la prima a “scoprirlo” è la famosa critica Selvaggia Lucarelli con il post che trovate qui:
Ora, il lavoro di Selvaggia è quello di stare sempre sul pezzo creando situazioni di gossip e critiche all’uno o l’altro personaggio, ma il problema non è lei che si è lanciata su una ghiotta notizia, ma il problema sono tutti quelli che hanno offeso, anche pesantemente, Gianni Morandi dandogli del falso, e altri epiteti ben più offensivi che (visto che sono una signora) non ripeterò e non pubblicherò nemmeno.
Li chiamano “hater” io li definisco frustrati.
Ora mi chiedo chi, dotato di normale intelligenza, poteva pensare che Morandi passasse ore e ore con il suo smartphone in mano a rispondere uno a uno ai milemila commenti sulla pagina facebook?
Vogliamo credere anche che tutte le foto che non sono dei selfie siano fatte da Anna ma se Anna deve uscire a fare la spesa, Gianni deve rassegnarsi a non comparire sui Social o accettiamo che qualcuno gli possa scattare una foto?
E che, se anche fosse così pieno di energia da fare tutto da solo (impossibile), vogliamo dargli il beneficio del dubbio immaginando che un giorno non gli funzioni la connessione e chieda a qualcun altro di pubblicare una cosa per lui?
No, il “popolo del web” deve massacrare.
Ecco questa è la parte malata dei social quella costituita da persone frustrate che non attendono altro che una Lucarelli o qualunque altro individuo faccia un commento o porti alla ribalta qualunque cosa per lanciarsi in offese gratuite e velenose.
A Gianni Morandi non fregherà nulla o forse si, ma di certo a una persona debole e non famosa un assalto di offese potrebbe fare danno e parecchio.
E mi spingo oltre.
Anche tutte le persone che commentano in modo eccessivamente positivo, che adorano pubblicamente queste persone famose, che scrivono frasi d’amore, richieste di risposte e complimenti pubblici e altro… non stanno poi tanto tanto bene.
Perché certe realtà sono effimere, quasi sempre elargite a scopo pubblicitario, per accontentare i fans, e non perchè Morandi o qualcun altro ci amano uno ad uno …
Quindi, diciamo pure la battuta sull’ultima foto postata da Arisa o il look di Valerio Scanu ma per favore, le offese pesanti, le minacce di morte ai vip e ai figli dei vip banniamoli noi per primi prendendone le distanze,  considerando queste persone bisognose di aiuto psichiatrico, frustrati della vita che non hanno altro modo di sfogare la loro rabbia.
Vediamo le cose in modo obiettivo e prendiamole per quello che sono: delle cavolate incredibili che ci distolgono dai problemi veri che abbiamo.
Ma mondo che io sogno non esiste.



Ps
aggiornamento:
Alla fine tutto finisce a tarallucci e vino….

Dal web
Oggi ho scritto alcuni tweet sulla insana abitudine di taluni di copiare i tweet e sull’abitudine di altri di mettere alla berlina chi copia e addirittura di creare account appositi di “investigazione”.
Premetto che ognuno può fare quello che crede perché i social sono comunque all’insegna della libertà, ma anche i social hanno necessità del rispetto di quella che si chiama “netiquette”
Ora vi dico quello che penso sull’argomento.
Prima di tutto cominciamo dallo “Storify” che ho creato per unire i tweet che ho scritto oggi.
Da questo un po’ del mio pensiero vi è chiaro.
Per chiarire ancor meglio vi dico che, se uno ha bisogno di copiare tweet o post dalle bacheche di Facebook o aforismi vari senza citarne l’autore, è privo di fantasia propria e questo non depone a suo favore.
Gloriarsi di una cosa non propria è decisamente triste. È come rubare il premio ad un atleta e scappare via fingendo che sia proprio.
Ho visto un “copiatore seriale” vantarsi degli innumerevoli retweet pubblicando il tweet di congratulazioni di Favstar. Tristissimo.
L’unica attenuante che concedo è per i nuovi iscritti che spesso non sanno che diavolo scrivere e pensano che tutto sia legittimo. Ma dopo qualche giorno, magari avvisati da qualche volenteroso, dovrebbero smettere.
Se invece il copiatore continua a “rubare” frasi altrui, invece di citarle, allora va emarginato. Questo è il mio parere.
Se tutti facessero così, non avrebbero seguito e nemmeno alcun motivo di continuare sulla loro strada.
Credo inoltre che sia un preciso diritto di ognuno, se nota un proprio pensiero copiato, di avvisare il copiatore che è stato scoperto e di girare alla larga.
Quello che invece trovo inutile e controproducente è il far notare pubblicamente un tweet copiato e peggio ancora creare un apposito account di investigazione.
Vi spiego il perché.
Anch’io all’inizio ho avvisato un paio di persone che quel tweet non era farina del loro sacco, così come ho avvisato qualcuno di aver letto un loro tweet.
Poi ho capito che è inutile e addirittura controproducente.
Può capitare infatti che il menzionato di turno avesse un profilo di Twitter chiuso, ne abbia aperto un altro, oppure abbia aperto un profilo di Facebook in epoca successiva e abbia deciso di far confluire i tweet migliori (questa per esempio e una operazione che sto facendo io), in questo caso come si può risalire alla data originale del tweet e a chi è stato il primo a scriverlo se nel frattempo quel tweet è stato copiato e divulgato da un altro?
Chi ha copiato chi?
Si rischia di sbeffeggiate la persona sbagliata o di “difendere” un copiatore.
Capite bene che questa “caccia alle streghe” può rivelarsi un boomerang.
Quindi vi dico cosa faccio io, se noto un tweet copiato tengo d’occhio per un po’ il presunto copiatore. Se vedo che quello è il suo hobby preferito lo abbandono al suo destino, con o senza preavviso. Se questi personaggi li noto io, penso che li noteranno tutti. Quindi saranno solo dei “poveretti” che meritano solo di essere emarginati.
Se vedo che qualcuno copia un mio tweet gli dico (magari privatamente) di lasciare perdere e usare meglio la fantasia.
Concludo con un pensiero. Se qualcuno mi copia vorrà dire che ho scritto qualcosa di interessante, dovrei quindi esserne quasi contenta, ma in ogni caso non ho scoperto la penicillina.
Infine permettetemi invece un ringraziamento a coloro che ritwittano, condividono, citano e addirittura raccolgono i tweet migliori per farli girare nel web e dare il giusto risalto a coloro che li hanno scritti.
Sono la parte migliore.

Grazie se vorrete condividere ed eventualmente aggiungere il vostro parere alle mie elucubrazioni sul mondo dei social.