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Bilanci di fine anno non ne faccio mai.

Ogni anno ha accadimenti buoni e accadimenti meno buoni, vivo alla giornata prendendo quello che arriva e cercando di gioire delle piccole cose.

Cosa mi auguro e vi auguro per il 2019?

Prima di tutto tanta pazienza e una giusta dose di sano egoismo.

Se, come me, avete l’insana abitudine di darvi da fare sempre per tutto e tutti, cercate di volervi più bene.

Senza questa sana pratica di auto-amore difficilmente potrete dare amore agli altri.

Scegliete accuratamente le persone a cui fare del bene, perché anche se il bene donato non deve mai pretendere ritorno, è anche vero che donare a chi non se lo merita è davvero uno spreco, rivolgetevi altrove se proprio volete donare qualcosa di voi.

Tenete lontane le persone negative, stare con loro è come assumere piccole dosi di veleno, non letale ma devastante per fisico e mente, le persone negative infatti assorbono la vostra energia come se si attaccassero ad una presa di corrente, vi mollano solo quando vi vedono spegnervi, salvo tornare alla carica quando vedono che avete ricaricato le batterie.

Non potendo eliminarli fisicamente riducete i contatti molesti.

Infine per non chiedere troppo all’anno che verrà vi auguro di stare in salute. Senza la salute tutto è un pesante macigno da portarsi appresso. Salute per me, per voi e naturalmente per chi vi sta accanto.

Da parte mia vi elargisco grandi quantità di energie positive che, per fortuna, spesso mi accompagnano.

Fatene buon uso.

P.S. Ringrazio i filtri di Snapchat per permettermi ogni volta di mostrarvi la mia faccia priva di rughe rendendo questo augurio il più possibile celestiale e credibile.

Credo di essermi rotta.

Come se qualcosa di robusto, tenuto insieme per tanti anni dalla sua tempra, si fosse spezzato e fosse stato riparato con qualche colla speciale per durare tanti anni ancora ma ormai nemmeno quella colla bastasse più a tenerne insieme i pezzi.

Credo di essere stata forgiata con il miglior materiale possibile e poi temprata con anni di autodisciplina per sopravvivere ad eventi e mancanze che mi hanno accompagnato da sempre.

Chiunque mi conosca può testimoniare la mia capacità di autosufficienza, organizzativa e interventista in ogni situazione, la mia capacità di dare aiuto quando serve, di essere forte al momento giusto.

Ecco mi sono stancata di essere forte, sono stanca di indossare il mio sorriso ogni giorno, quel sorriso che mi sono portata appresso anche quando di sorridere non avevo davvero voglia ma è quel sorriso che spesso ha fatto stare meglio qualcuno oppure ha fatto dimenticare qualche problema oppure ancora ha predisposto gli altri in modo positivo nei miei confronti.

Un sorriso che è il mio biglietto da visita ma che spesso ha mascherato il dolore, la paura, la tristezza.

Sono stanca, anche fisicamente, ma non solo fisicamente e sto qui seduta a chiedermi se ho mai incontrato nella mia vita qualcuno che potrebbe fare per me quello che ho fatto per gli altri a parte l’uomo che ha deciso di starmi a fianco e che conosce le mie debolezze.

Ho sempre dato di me l’impressione di una donna indipendente e infallibile, capace di qualunque cosa, ma dentro ho combattuto battaglie infinite, notti insonni, attacchi di panico, ogni tipo di paura.

So anche di non essere l’unica donna a comportarsi in questo modo, donne Alpha le chiamano, quelle determinate, quelle che hanno combattuto per affermarsi, sicure del loro valore, responsabili di ogni loro azione.

Credo ormai di aver usato tutto il carburante e di essere rimasta a secco nello sforzo di andare sempre a mille e non fare mai pesare i miei problemi sugli altri, perché chi è abituato ad aiutare sempre non ha mai imparato a chiedere aiuto.

Purtroppo tutti abbiamo bisogno di qualcuno, tutti abbiamo bisogno di aiuto.

Purtroppo gli altri, con i loro atteggiamenti, possono farci male, molto male, anche se non lo mostriamo quasi mai.

Credo che d’ora in poi permetterò alle persone di vedere le mie ferite e forse sarà visibile la mia vulnerabilità che ho sempre tenuto nascosta.

Non smetterò di aiutare gli altri e di essere forte, perché ormai è la mia vita, ma non permetterò più alle persone di ferirmi senza capire quanto male mi fanno e soprattutto mi allontanerò dalle persone che, nonostante abbiano vissuto il mio dolore perché io stessa più volte glielo ho mostrato, hanno fatto finta di nulla perché era più comodo così, perché era più comodo usarmi.

Cercherò un collante che mi rimetta insieme, che mi permetta di stare in piedi in modo autonomo ma contemporaneamente impedisca agli altri di spezzarmi ancora.

Me lo devo.